Persico 69F

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Oro Mondiale Match Race 2018!

Oro Mondiale Match Race 2018!

lunedì 23 maggio 2016

Luduan trionfa al Gavitello d'Argento 2016!

Altra grande soddisfazione quella del Mas Team a bordo di Luduan, il Grand Soleil 46 di Enrico De Crescenzo.
Il forte equipaggio composto prevalentemente da ragazzi giovani e promettenti è riuscito a farsi valere in mezzo ad una flotta di barche molto competitive e portate dai migliori professionisti italiani.
Per me è stata una bellissima esperienza avere la possibilità di competere come tattico e timoniere in una regata dove il livello era così alto, la presenza di molti Swan42,Swan45, X41 e tante altre barche, ha reso la competizione davvero difficile soprattutto con il poco vento.
Siamo riusciti però a dare il meglio nelle prime due giornate dove il vento soffiava sopra i 15 nodi, condizioni favorevoli ma anche da saper sfruttare.
L'evento è iniziato quindi nel migliore dei modi, con tre belle prove portate a termine anche battendo in reale uno Swan45! Le buone partenze ci hanno sempre permesso di regatare con le barche più veloci e liberi dalle marcature. Anche la tattica si è rivelata fondamentale per i grandi recuperi fatti in poppa, l'equipaggio si è comportato molto bene permettendomi di completare tutte le manovre che mi servivano per garantire approcci in boa più convenienti.
Il secondo giorno è stata la volta della costiera intorno alle isole del canale di Piombino. Un'altra bella partenza ci ha permesso di competere in reale con gli Swan45 tutta la bolina fino a Cerboli.
Dopo ancora 5-6 miglia c'è stato il primo arrivo (molto positivo per noi che abbiamo vinto in ORC) e successivamente la poppa per tornare a Punta Ala. L'ultimo pezzo anche se sembrava scontato, non lo è stato affatto. Abbiamo dovuto tenere per 20 minuti uno spinnaker asimmetrico rischiando comunque di straorzare a causa della boa variabile posizionata al traverso della direzione del vento. Da quella boa in poi, ai pochi che avevano fatto l'ultimo pezzo a vele bianche è bastato issare uno spinnaker, noi invece abbiamo dovuto fare un piling per poter sfruttare al meglio il vento nella discesa con una vela simmetrica. Grazie all'equipaggio e al prodiere in particolare (Simone) tutto è andato bene e siamo riusciti a vincere anche la seconda prova in ORC.
L'ultimo giorno ci siamo presentati sulla linea di partenza senza aver ancora giocato lo scarto e con 12 punti di margine sul secondo in IRC e 7 sul secondo in ORC. La giuria ha insistito per svolgere due prove con le condizioni minime di vento, dai 5 agli 8 nodi.
Nonostante non fossero per niente le nostre condizioni siamo riusciti a guadagnarci un sesto posto alla prima prova, lasciando il posto a barche un po' più leggere ed invelate di noi.
Il sesto posto ci garantiva, visto che mancava solo una prova alla conclusione del programma, di poter scartare l'ultima prova e di vincere automaticamente solo se il cookson50 non avesse vinto l'ultima regata.
Con l'ultima regata portata a termine abbiamo comunque vinto in entrambe le categorie IRC e ORC.

Ottimo è il lavoro fino ad ora svolto con l'equipaggio, che si sta evolvendo e coinvolgendo sempre più ragazzi di livello. Impressionante è anche notare il nostro miglioramento dopo la stagione match race affrontata grazie al supporto del MAS Team.

Continuiamo su questa strada, i prossimi appuntamenti sono la 151 miglia e il campionato europeo giovanile match race.

mercoledì 20 aprile 2016

Il MAS Team vince il grado 3 di Licata!!

Arriva finalmente la vittoria che cercavamo. Per la terza volta ci siamo guadagnati la finale ma questa volta siamo riusciti ad avere la meglio sul fortissimo equipaggio Finlandese capitanato da Antti Luhta.

Il grado 3 di Licata è stata la prova che fino ad ora il tanto lavoro svolto sta dando i suoi frutti. Stavolta infatti, oltre a vincere col 100% di vittorie il round robin siamo riusciti anche ad avere la meglio in semifinale ed in finale, senza lasciarci prendere dallo stress e dalla stanchezza che inizia a farsi sentire alla fine di ogni evento.

Le manovre sono state quasi sempre perfette con il buon equipaggio, composto da Simone Filippo e Lorenzo, che ha saputo adattarsi velocemente agli Zip25 messi a disposizione dall'organizzazione.

Le condizioni meteo sono risultate ottimali per noi, tre giornate di sole, caldo e poco vento (dai 4 agli 8 nodi). Il campo di regata è stato fantastico in quanto ci permetteva, regatando all'interno del porto, di manovrare nel pre-start tra un molo e un altro. Anche se il vento saltava parecchio siamo stati comunque in grado di scegliere sempre la parte giusta del campo garantendoci, eccetto una volta, la leadership già dalla prima boa.

La finale contro Luhta è stata molto impegnativa come prevedevamo. I finlandesi portavano con loro anni di esperienza fatta nel match race grazie a gradi 2 e 3 ma d'altro canto giocavano fuori casa. Questo ci ha permesso di metterli in difficoltà e di approfittare dei loro errori per riuscire a batterli nei primi due match della finale.

Fortunatamente siamo riusciti a portare a casa, oltre al risultato, anche un ottimo bagaglio di esperienza che ci ha regalato Luhta, l'ultima partenza infatti è stata combattutissima ma ne siamo usciti bene e abbiamo imparato molto.

Non ci resta che continuare i nostri allenamenti mentre aspettiamo la convocazione per l'europeo youth.

Intanto ringraziamo tutti i siciliani che ci hanno ospitato calorosamente e hanno fatto in modo da organizzare al meglio il match race grado 3 di Licata. Torneremo sicuramente!

lunedì 22 febbraio 2016

February Match Race, al grado 3 di Scarlino il secondo posto è assicurato


Si inizia con un round robin completo, con un vento costante dai 10 ai 12 nodi, ma un po' ballerino.
Il tabellone ci mette davanti allo svizzero 68^ in ranking list nel nostro primo match.
Riusciamo però ad avere la meglio in partenza e a prenderci immediatamente la destra, in questo caso il lato favorito. Rimaniamo in testa fino alla fine e vinciamo il primo match.
Una serie di belle partenze ci porta a vincere le altre due regate contro i due italiani Attili e Pardini.
A seguire abbiamo un'ora di riposo prima di salire in barca e concludere il round robin con altri tre match.

Riprendiamo contro il favorito, n 38° al mondo. L'equipaggio si dimostra agguerrito e riesce a domare i favoriti nuovamente in partenza e a proseguire la regata senza lasciare mai un metro all'avversario e senza sbagliare una manovra (lo testimoniano le 15 virate fatte nella prima bolina, lunga 200m).
Successivamente è la volta del russo, il match si conslude con una bella vittoria con distacco da parte nostra.
Chiudiamo la prima giornata in testa alla classifica con 5 vittorie su 5 regate disputate.


Il secondo giorno è quello decisivo, fino alle 12:30 si disputerà il round robin e da li in poi, meteo permettendo, si procederà con semifinali e finali.
Per noi il round robin termina dopo il match decisivo contro Francesco Marrai.
Il match inizia con 6 nodi di vento, condizioni che rendono difficile manovrare i first7.5 che sono barche pesanti e larghe. Con grande tenacia e capacità di ritrovare la concentrazione riusciamo ad avere la meglio ancora una volta in partenza. Riusciamo ad arrivare precisi in linea di partenza (allo scadere) con l'avversario sottovento.
Da li in poi inizia il duello di virate col vento calante, che era solo la restante brezza serale che sarebbe svanita con l'avanzare della giornata.
Nella poppa contro Marrai cerchiamo di rimanere tra lui e la boa ma il calare del vento e la sua marcatura stretta ci fa perdere qualche metro di vantaggio. La poppa successiva, la finale, diventa una battaglia: Marrai ci rolla a causa di un altro salto di vento ma non riesce ad incrociarci davanti prima dell'arrivo e prende una penalità. Quindi ammaina spi e orza immediatamente per cercare di dare penalità a noi in modo tale da poter essere libero di tagliare l'arrivo e vincere. Ma proprio quando inizia a rallentare anche noi ammainiamo prontamente lo spi e cerchiamo di avvicinarci il più possibile all'arrivo per concludere quella regata già durata troppo a causa del poco vento. Riusciamo a dare un'altra penalità a Marrai e tagliamo l'arrivo vincenti.

Primi nel round robin scegliamo il nostro sfidante e lo battiamo 2-0.
La finale sarà con Marrai che ha appena battuto lo svizzero in semifinale.
Iniziamo quindi i match finali, un po' stanchi e stressati per la leadership da difendere e per essere stati imbattuti fino a quel momento.
La prima partenza non è delle migliori e siamo costretti a prenderci il lato destro che questa volta non è quello favorevole. Rimaniamo attaccati all'avversario, poco più di 10 mt ma sempre dietro.
Il secondo match siamo più stanchi ma vogliamo farci notare e cercare di rendere difficile al nostro avversario la finale. Vinciamo nettamente la partenza ma aver posticipato di qualche secondo la marcatura sull'avversario (ancora verso destra) ci è costato caro, infatti al primo incrocio Marrai era di nuovo davanti a noi. Non abbiamo potuto fare niente, gli siamo rimasti attaccati ma dietro. Complimenti quindi a Francesco che ha vinto l'evento.


Restiamo soddisfatti per il lavoro svolto fino ad ora, continueremo ad allenarci sulla resistenza e sulle manovre più difficili tipo tack and hoist e gybe-set. E certamente sui dyal-up nel pre partenza. Prossimo appuntamento al Match di marzo grado 3 a Scarlino il 12-13. 

venerdì 11 settembre 2015

Lo YCCS sfiora il podio al Cowes Bicentenary Team racing

Lo Yacht Club Costa Smeralda, uno dei tanti prestigiosi Yacht Clubs invitati al bicentenario dello Yacht club Cowes, ha schierato una squadra team racing molto forte e preparata.
I timonieri Jacopo Pasini ed Ettore Botticini hanno infatti molta esperienza rispettivamente nel match e nel team racing. Ma anche i membri dei due equipaggi erano molto preparati e competenti.
Le regate si sono svolte sui  nuovi J70 nelle acque inglesi dell'Isola di Wight.
I primi due giorni la squadra  ha provato le barche ed ha iniziato a prendere confidenza con le difficili condizioni meteorologiche: il forte vento e la corrente hanno reso il campionato di team racing davvero complicato.

La settimana inizia con due round robin che vedono emergere tra tutti i teams, i migliori 4 che si sarebbero sfidati l'ultimo giorno per il titolo: San Francisco, YCCS, Thames, New York.
Gli Italiani, in seconda posizione, si trovavano in una condizione favorevole, avrebbero infatti sfidato in semifinale gli inglesi di Thames invece che andare contro i fortissimi americani della "West Coast". Ma dopo ben 4 giorni di regata al comitato viene in mente la "brillante" idea di cominciare un terzo round robin, che avrebbe senza dubbio portato solo a sottrarre tempo alle finali e stancato maggiormente gli atleti in vista delle regate decisive...
Lo Yacht Club Costa Smeralda riesce comunque a mantenere la seconda posizione e si avvicina sempre più alla leadership.
 L'ultimo giorno il comitato è quindi costretto a finire il terzo round appena cominciato invece che dare la precedenza alle finali. Alle ore 13 iniziano le semifinali.
Lo YCCS vince la prima regata contro Thames ma poi, a causa della stanchezza accumulata durante la settimana (vincendo comunque 24 regate su 30 disputate), perde le due prove successive lasciando passare alle finali gli inglesi.
Durante la finale per il terzo e quarto posto contro NY il vento cala a 0 nodi ed il comitato è costretto a sospendere l'evento a causa del tempo limite ormai raggiunto.
La trasferta si è rivelata un po' deludente in quanto l'obiettivo principale era di salire sul podio. Ma senza dubbio ci siamo trovati a competere contro timonieri davvero in gamba e con grande esperienza alle spalle (spesso olimpica). Abbiamo imparato molto e di sicuro porteremo con noi tutti  i ricordi e le esperienze vissute qui a Cowes.
Grazie allo YCCS per aver creato questo team di giovani tutti promettenti e di averci fatto partecipare ad eventi di gran rilievo come questo del RYS Bicentenary Regatta2015 .

mercoledì 12 agosto 2015

Ettore e Simone, secondi alla RedBull Foiling Generation!

La RedBull Foiling Generation è un circuito internazionale, sponsorizzato dalla RedBull, che permette ai ragazzi dai 16 ai 20 anni di ogni paese di regatare su catamarani con i foils, e di essere conosciuti e osservati dai team di Coppa America.
La tappa italiana si è svolta a Malcesine e ha contato la partecipazione dei 16 migliori equipaggi. Ettore e Simone, una volta ricevuto l'invito ufficiale, hanno iniziato ad allenarsi su un Hobie Cat18, prestato gentilmente dal direttore sportivo del CNVA.
Decisivo è stato però il weekend di allenamenti sul Nacra17, il catamarano più simile ai Foiling Phantom, con i quali sarebbe stata corsa la regata del circuito.
L'obiettivo principale per i due mentori della regata, Hans Peter e Roman Hagara (due ori conquistati alle Olimpiadi classe Tornado), era quello di insegnare ai giovani velisti l'utilizzo dei Foils, ormai molto usati nelle classi più spinte e competitive.
I catamarani in questione erano infatti in grado di raggiungere velocità superiori ai 30 nodi ad un'altezza di 1.5 metri dall'acqua! 
"Abbiamo avuto solo due giorni di allenamento per adattarci a queste barche, ma più che altro, era essenziale abituarsi a navigare senza stare a contatto con l'acqua e gli schizzi...
Era strano soprattutto navigare a quelle velocità (anche 33-35 nodi) ma ancora più difficile in quei momenti era azzeccare le Lay Line.
Dopo i due giorni di allenamento riuscivamo a manovrare con una certa sicurezza ma eravamo coscienti che, in caso si fosse presentato un ingaggio spinto o una raffica in più, ci saremmo dovuti tenere alla barca e sperare solo di non scuffiare o perderla...
Il momento più rischioso della regata in realtà non era il "volo" sui foils ma i giri di boa. Ci era stato spiegato che le barche potevano essere controllate solo di bolina e di poppa, nelle andature intermedie no. Il che voleva dire che ogni volta che si girava una boa, di bolina o di poppa, dovevamo fare una manovra brusca per non permettere alla barca di prendere velocità: alla prima regata ci è successo proprio questo e al giro di poppa, con 18 nodi, il catamarano si è impennato e per fortuna è tornato a galleggiare sui due scafi dopo pochi secondi... abbiamo tirato un gran sospiro di sollievo!


C'erano solo 4 barche disponibili, siamo stati quindi divisi in batterie dove solo i primi due classificati di ogni regata avevano accesso alla fase successiva. C'era una sola possibilità di essere ripescati.

Il primo giorno di regata abbiamo vinto la prima batteria ma a causa di una penalità presa in partenza, siamo arrivati terzi nella seconda regata. siamo stati così proiettati nel girone dei perdenti, dove bastava solo un'altra sconfitta per essere mandati a casa.
Il secondo giorno però, siamo riusciti a mantenere SEMPRE il controllo e a regatare in maniera semplice. Abbiamo così approfittato degli errori degli altri chiudendo una volta primi ed una secondi.
Il terzo e ultimo giorno eravamo stanchissimi: ci svegliavamo entrambi la mattina solo perchè i muscoli, a freddo durante la notte, ci iniziavano a fare male.
Quel giorno però, ci aspettavano le semifinali e, in caso fosse andata bene, le finali.
La semifinale in realtà è andata particolarmente bene, abbiamo chiuso secondi senza essere mai stati sorpassati, il problema era che stavamo per incontrare i finalisti nel match immediatamente successivo e la stanchezza fisica iniziava veramente a porci dei limiti.
Per fortuna quando il Race Officer di Coppa America ha chiamato in count down per la partenza l'adrenalina ci è salita in corpo e siamo tornati operativi al 100%.
Partiamo terzi e di bolina giriamo nella stessa posizione ma, a differenza degli altri, tentiamo il bordo fuori invece che sotto costa. Il vento da sud intanto iniziava a soffiare sui 20 nodi (intensità con la quale ancora non avevamo mai navigato). Fortunatamente azzecchiamo la layline per il gate di poppa e iniziamo a recuperare spazio sui primi. Incredibilmente i primi due equipaggi creano un ingaggio a 30 nodi e, nel giro, si agganciano e uno di loro scuffia rompendo il bompresso ed il boma.

 Noi e l'altra barca con a bordo Pilati, siamo bravi anche solo a non incastrarci con loro ma a evitarli (perchè a quelle velocità nel tempo in cui chiami la manovra al prodiere hai già percorso 100 metri).
Ci siamo diretti immediatamente al gate di bolina, ma proprio li, visto l'intensità del vento in aumento, era stata accorciata la regata.

Finiamo così la tappa della RedBull foiling generation in seconda posizione, avendo regatato con velisti più abituati sicuramente di noi a navigare sui catamarani o comunque ad alte velocità, che noi non avevamo mai avuto modo di provare.
Abbiamo anche imparato molto dai nostri mentori e speriamo che questa regata ci abbia anche garantito la visibilità sperata".

Mondiale F18 2013

Mondiale F18 2013

Collaboratori

Ettore

Ettore

Optimist no limits

Optimist no limits
Antartide

Mondiale 2010

Mondiale 2010

Italiano Marsala 2010

Italiano Marsala 2010

Squadra completa

Squadra completa

Barca del Mondiale

Barca del Mondiale

Campo di regata Niteroi

Campo di regata Niteroi
Si vedono gli optimist, bello difficile no?!

Italiano a Reggio Calabria

Italiano a Reggio Calabria

Italiano RC

Italiano RC

Come si divertono....

Come si divertono....