Persico 69F

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Oro Mondiale Match Race 2018!

Oro Mondiale Match Race 2018!

mercoledì 16 maggio 2018

Regatare tra i migliori per crescere, Argo Group Gold Cup 2018, Bermuda

Fin da quando abbiamo iniziato a fare match race, abbiamo sempre sognato di regatare contro i più forti e famosi velisti di questa specialità.
L'occasione si è presentata a noi quando, a gennaio, abbiamo ottenuto l'invito per la 68° Argo Group Gold Cup che assegna al vincitore la famosa coppa d'oro del Re Edoardo VII.

La regata non si presenta certo semplice, innanzitutto si svolge alle Bermuda, paradiso naturale ma con un'umidità molto elevata, il grado dei match si appresta ad essere il massimo: 1

Le barche utilizzate sono gli IOD, barche di 10 metri a chiglia lunga del 1936, molto pesanti ma ben invelate.

Il livello come ho già detto è alto, noi siamo consapevoli che la settimana la passeremo ad imparare e speriamo di riuscirci a togliere qualche soddisfazione..

Practice Day
Il primo approccio alle barche, già solo guardandole dalla banchina è traumatico, il layout di coperta di ciascuna barca è diversa: ci sono barche con gli strozzatori del carrello randa avanti e alcune che ce l'hanno indietro; lo stesso per quanto riguarda il backstay. C'è addirittura una barca che non ha i winch del circuito spi...

Scendiamo in acqua pensando di lavorare principalmente sulle manovre, pensando che quelle saranno il vero problema ma ci sbagliamo di grosso.
Proprio mentre stiamo uscendo dal porto a vela, chiamo una virata vicino ad un molo in cemento per provare subito un po' di controllo. Ci stavamo per schiantare e spaccare tutto... La barca è sorda e non sente il timone, servono 2/3 secondi per far si che la manovra inizi veramente, dopodiché l'abbrivio che acquisisce non si esaurisce mai, neanche quando rimetto il timone al centro.
Dopo lo spavento iniziale iniziamo a lavorare sulle issate e le ammainate che alla fine, con un po' di pratica, non sono neanche difficili nonostante il layout di coperta sia un po' "differente".

Quando stiamo per rientrare ci ferma un team americano per chiederci di fare qualche prova di partenza e subito accettiamo.
Il risultato è deprimente, io non ho il controllo della barca e ogni mia manovra viene eseguita in ritardo dalla barca, questo ci porta ad essere sempre in ritardo sull'avversario.

Day 1
Siamo al briefing delle 9, ci sono tutti. Io sono sotto pressione perchè ieri non sono riuscito ad avere il controllo della barca e non ce l'ho neanche adesso, devo trovare un modo per difendermi dagli attacchi avversari in partenza nonostante non riesca a spostarmi sulla linea come sono abituato a fare.
Per fortuna Andrea mi calma e mi ricorda che anche gli avversari più forti hanno due gambe e una sola testa.

La giornata inizia col Round Robin, dove però non riusciamo a dare il meglio di noi a causa di una mancata interpretazione del campo di regata: il vento viene da sud e siamo costretti a bordeggiare nel verso perpendicolare del canale di fronte al Royal Bermuda Yacht Club. Le partenze non sono poi cosi essenziali visto che i numerosi salti di vento mescolano le carte più e più volte.
Il percorso prevede 3 giri e noi perdiamo 3 match proprio all'ultimo incrocio dell'ultima bolina. Un po' di fortuna non avrebbe fatto male per risolvere una giornata con cosi tante sconfitte..
Verso la fine della giornata inizio a prendere le misure e infatti, all'ultimo match, partiamo bene e controlliamo l'avversario, come siamo abituati a fare, e vinciamo il nostro primo incontro.

Day 2
Oggi il programma prevede di finire il Round Robin e di iniziare il girone dei ripescaggi dai quali vengono esclusi i migliori 4 del primo Round. Ovviamente non lottiamo per le prime quattro posizioni ma siamo consapevoli di dover andare ai ripescaggi anche nel caso riuscissimo a vincere tutti i match.
Finiamo quindi il nostro Round Robin considerandolo un allenamento e portando a casa un'altra vittoria.

Alle 15 rientriamo in porto per procedere con l'estrazione per le barche dei ripescaggi. In questo secondo round il livello è più basso ma sono presenti comunque velisti forti come Mirsky e McGregor. Solo 4 passano ai quarti di finale per affrontare i migliori 4 già qualificati.

Il nostro primo match delle "regate che contano" è contro il polacco che conosciamo bene.
Gli diamo penalità per una 11 in partenza e poi gli stiamo attaccati fino al traguardo dove prova a scontare il suo fallo senza successo.

Iniziamo quindi alla grande il nuovo girone ma ci aspetta ancora un match per dichiarare finita la lunga giornata iniziata alle 9, la McGregor (2 titoli mondiali match e un'Olimpiade).
Mi rendo conto di essere migliorato molto nel controllo, specialmente quando ci troviamo a darci fastidio nel prestart vicino alla banchina in cemento.
Vinciamo la partenza sulla destra e prendiamo il controllo netto del match. La regata è lunga e ci aspettano 3 boline e 3 poppe, siamo anche ostacolati dal gate di poppa che offre all'avversario una via di fuga facile quando sta dietro ad ogni giro di poppa.
Alla seconda boa di poppa giriamo avanti e le ragazze ci seguono per poi virare dopo 50 metri. Noi ovviamente marchiamo ma questo non è sufficiente perchè finiamo in layline grazie ad un salto di vento di 30° e loro navigano, anche se sotto vento, con un buono ancora maggiore del nostro, fino a sorpassarci.
Concludiamo la giornata con l'amaro in bocca e come sempre appesi ad un filo.

Day 3
Ultimo giorno dei ripescaggi, potrebbe essere il giorno più corto della settimana perchè dalle 14 è prevista la regata degli sponsor.
A noi servono matematicamente 3 vittorie, o meglio 4, per entrare ai quarti di finale.
Partiamo con 1-1 quindi c'è da lavorare sodo.
I primi due match li perdiamo a causa di una mia disattenzione in partenza: con l'abbrivio che prendono queste barche, si rischia di essere esclusi dalla linea di partenza, tramite un dial-up, anche quando si è a centro linea a 30 metri dalla linea. Questo fatto rende più forte chi caccia, cosa in realtà opposta quando si regata con barche più moderne.

Gli ultimi due match sono la chiave per i quarti e noi siamo nella tipica "must win situation".
Il primo Match è contro Lalumiere, non un fenomeno del match race ma un ottimo velista e primo attualmente nel round robin dei ripescaggi.
Lo battiamo in partenza e non lo molliamo neanche per un secondo eccetto per un incrocio, dove non ci conviene virare due volte consecutive ma questo ci fa perdere momentaneamente la leadership. Lo sorpassiamo all'ultima bolina grazie ad una migliore tattica e agli spazi in cui ci ha lasciato navigare liberi.
Il primo passo è fatto ora tocca al noto Gilmour. Non se la stava passando bene a livello di punteggio ma a bordo con lui c'era il famoso Swinton. Non si può mai sapere..
Partiamo in barca e lui in boa, lo controlliamo, perdiamo strada ad ogni incrocio ma rimaniamo tra lui e la boa e questo ci è sufficiente a tagliare, dopo una poppa da cardiopalma, avanti a lui di pochi metri.

Ci siamo, i numeri sono buoni, speriamo solo che grazie agli scontri diretti riusciremo ad entrare ai quarti!

Day4
Alla conferenza stampa di ieri siamo stati scelti come sfidanti per i quarti dal migliore, Taylor Canfield.
I ragazzi sono carichi, anche se sono stati svegliati alle 6 dai bambini della loro famiglia che li ospita.
Non capita spesso, per noi, di incontrare un avversario cosi forte ed esperto come Taylor, per di più è come se giocasse in casa avendo vinto già una volta la Gold Cup.

La nostra mentalità come ho dichiarato alla conferenza rimane la stessa di questi giorni "Siamo venuti qui per imparare e lo continueremo a fare, specialmente contro Canfield. Ma non siamo stressati, faremo del nostro meglio per andare avanti"

Il mio feeling con la barca è migliorato tanto, e soprattutto la comunicazione a bordo ora fa la differenza visto che su ogni raffica la mia poggiata di timone è inutile e devo essere seguito da un ottimo trim delle vele per andare dritto quando il vento cambia.

Nella prima partenza contro Canfield partiamo rollandolo sopravvento in partenza, ma la sua puntualità sulla linea fa si che lui riesca a rimanere a contatto fino a che, dopo 5/6 incroci, prende il controllo del match. Nella poppa proviamo ad attaccarlo ma prendiamo una penalità.

Nel secondo match riusciamo a vincere la destra del campo ma non siamo abbastanza veloci nei momenti chiave della bolina e questo ci costa la seconda regata.

Il terzo e ultimo match ci vede con le spalle al muro ma spesso, è proprio la situazione in cui siamo più efficaci a quanto pare. Partiamo meglio di lui, sopravvento e alti, riusciamo a tenerlo fino alla bolina e dopodichè inizia il duello. Teniamo anche in poppa ma abbiamo una penalità pendente.
Appena possibile la scontiamo ma Taylor, anche da sottovento, non ci lascia spazio.
All'arrivo siamo costretti a fare un blocco sul comitato ma questo ci costa la regata in quanto non ho previsto bene il raggio di rotazione degli IOD e Canfield, semplicemente facendo qualche finta e aspettando, è riuscito ad infilarsi rimediando una bandiera verde e a vincere anche il terzo match.

Complimenti veramente a lui che ha vinto anche la finale sullo svedese Berntsson.
Da Canfield abbiamo imparato tanto, ci sono molti piccoli aspetti del match race che noi sottovalutavamo ma che invece lui, come gli altri velisti di primo livello, considerano sempre.
Noi abbiamo fatto bene a focalizzarci prima sulle cose basilari ma da adesso, è giusto fare il passo che ci porterà, con duro lavoro, ai piani alti.
Sappiamo su cosa allenarci e cosa c'è da migliorare ma siamo sulla strada giusta, è questo lo dimostrano i complimenti di Taylor e Berntsson, che sono i velisti che più stimiamo perchè li abbiamo visti sempre su you-tube nei match dell'Alpari Match Tour. Lo dimostra anche il Jordy Walker Trophy, assegnato al team che è migliorato di più durante la stagione.


Siamo quindi soddisfatti della trasferta e torniamo in Italia con un bel bagaglio che ci servirà sicuramente per il Lago di Ledro dove andremo a regatare a giugno.

Le Bermuda sono delle isole fantastiche ma ancora di più lo sono le persone che ci abitano come hanno dimostrato i nostri "hosts" ospitandoci per una settimana in casa loro offrendoci tutti i comfort  nelle loro possibilità.
Grazie soprattutto al nostro nuovo sponsor NutriXant che ci ha agevolato la trasferta e ha fatto il tifo per noi!















mercoledì 2 maggio 2018

Si entra nel vivo della stagione, argento al Szczecin Match Race Grade2 per il CNVA Sailing Team

Dopo gli allenamenti invernali e il grado3 di Scarlino eccoci ad affrontare i migliori equipaggi d'Europa al Szczecin Match Race in Polonia.
L'evento è diventato grado 2 grazie alla partecipazioni di team forti posizionati alti in ranking list mondiale.
Noi siamo entrati da favoriti essendo settimi in ranking, e questo ci ha tenuto maggiormente sotto pressione rispetto agli altri.


Day 1
Il format è quello classico,ormai lo conosciamo, Round Robin - Quarti di finali - Semifinali e Finali.
Il vincitore del Round Robin salta i quarti e si qualifica direttamente alle semifinali, bel vantaggio visti i ritmi di regate sostenuti.

Iniziamo i nostri match contro due equipaggi polacchi, bravi ma non eccezionali, la pressione è alta perchè bisogna vincere da subito.
Le prime partenze non sono brillanti ma riusciamo ad essere veloci e a mantenere sangue freddo anche quando non siamo in testa.
Nell'ultima poppa contro Harasimowicz prendiamo una penalità ma un nostro blocco fatto all'arrivo ci permette di avere la meglio e iniziare a smarcare le prime vittorie.

Dopo aver rotto il ghiaccio, anche Andrea a bordo è ancora una novità per noi quindi ci vuole tempo per l'affiatamento giusto, riprendiamo i nostri match vincendo fin da subito anche le partenze.

La giornata si chiude con 7 vittorie e 0 sconfitte, siamo gli unici a non essere stati mai battuti.



Day 2
Questo è un giorno critico per noi perchè Andrea, a causa di un impegno, deve partire, a bordo lo sostituisce Lorenzo Arcangeli, nuova leva giovane che si è allenata con noi durante l'inverno.
Iniziamo subito contro il croato e successivamente contro l'olandese.
Quest'ultimo è Juniores come noi, sarà quindi un avversario che incontreremo anche nelle future regate. Batterlo non sarebbe male per stabilire da subito chi è il più esperto.
Fortunatamente, nonostante le numerose proteste, gli arbitri non penalizzano nessuno in particolare e ci lasciano proseguire la regata da noi dominata fin dalla partenza. E vinciamo.

Non mancano certo momenti in cui le barche sono molto vicine tra loro, lo spettacolo è assicurato.
Con grande soddisfazione vinciamo il Round Robin nonostante un piccolo inconveniente con lo svizzero che ci fa perdere un match. (10-1)

A fine giornata siamo tutti soddisfatti per il lavoro svolto, abbiamo manovrato bene nonostante le condizioni di vento teso e non abbiamo dato cenni di cedimento dovuti al cambio di equipaggio.

Degno di nota è la vittoria su Zbroja, il polacco locale. Si presenta all'evento come numero 8 in ranking. E' il nostro più diretto avversario.
Inutile dire che stiamo passando tutti giorni a studiarci a vicenda, in vista delle fasi finali.



Day 3
La giornata si appresta ad essere ventosa, più di ieri. Le barche vengono fatte uscire già con i terzaroli montati per iniziare più velocemente i quarti di finale. Noi ci limitiamo ad osservare da terra.

Finiti i quarti, i vincitori sono Zbroja, l'olandese e un altro polacco, Jablkowski.
Scegliamo come nostro sfidante per le semifinali quest'ultimo, e stranamente l'organizzazione ci comunica che le semifinali si svolgeranno al meglio delle 5 prove (passa alle finali il team che vince per primo 3 match) nonostante fossero già le 12.00 e il tempo limite per l'ultima prova era fissato alle 16.00.

In 3 match riusciamo a mettere KO il nostro avversario nonostante le regate siano state delle vere e proprie sportellate con tanto di contatti e penalità. Non ci resta che aspettare il vincitore dell'altro incontro per capire chi ci sfiderà in finale.

Dopo una combattuta semifinale la spunta il locale Zbroja, emerge ovviamente la sua più approfondita conoscenza della barca e del campo di regata molto difficile da interpretare con tutte quelle raffiche. Lo aspettavamo.

Sono le 14:50 e il comitato decide di iniziare le finali al meglio delle 3 (vince chi arriva per primo a due vittorie).
Tra una cosa e l'altra iniziamo a regatare alle 15.00 e iniziamo bene dando penalità all'avversario a seguito della sua perdita di controllo durante il dual-up.
Partiamo veloci e liberi, e giriamo la prima bolina attaccati alla poppa dell'avversario ma, durante il giro di boa, dopo una strambata, si strappa il ponticello del carrello randa su cui era fissato il bozzello della scotta.
Il risultato è che navighiamo tutta la seconda bolina con la randa in diretta con raffiche sui 23/25 nodi.
Ovviamente perdiamo metri e questo permette al nostro avversario di scontare la sua penalità durante la bolina. Giriamo l'ultima boa ancora vicini e ci dirigiamo verso l'arrivo. Per poco non riusciamo a ingaggiarci da sotto vento ma l'ultima strambata viene male a causa della mancanza della scotta randa, difficile da cazzare in poppa con quel vento...!
Perdiamo quindi il primo match di pochi metri.

Non ci penso due volte a chiedere il cambio barca, per lasciare quel danno a Zbroja, ma il tempo che  il tecnico ha impiegato per riparare la barca ha fatto si che non fosse più possibile partire per la seconda regata perchè oramai avevamo già passato il tempo limite delle 16.00.



Dunque perdiamo il primo match delle finali a causa di un danno grave alla barca, e di conseguenza perdiamo la leadership dell'evento che abbiamo mantenuto per tutti e tre i giorni perchè l'organizzazione ha dato più tempo alle semifinali che alle finali.
Decretare un vincitore con una sola prova disputata, in eventi come questi, è veramente assurdo.

Durante tutto il viaggio di ritorno ho pensato a chi dare la colpa di quanto accaduto.
Ovviamente l'organizzazione ha gestito in maniera poco intelligente i tempi, di fatto aiutando molto il proprio atleta locale, ma il mio giudizio a fine evento rimane invariato: abbiamo gestito la regata in maniera matura, curando ogni match senza mai sottovalutare nessun avversario e questo ci ha portato a vincere quasi tutti i match.
Zbroja è stato fortunato e sicuramente le capacità tecniche di uno sportivo non devono essere misurate su un singolo evento ma su un periodo ben esteso dove si possa notare la costanza e la determinazione.
Cosa che a noi non è mancata in questi mesi di preparazione e di inizio stagione.

Sabato siamo alle Bermuda per la Argo Group Gold Cup, cercheremo di dare il meglio ma soprattutto di imparare dai migliori e sviluppare qualche nuova tecnica!










lunedì 23 ottobre 2017

CNVA Match Race Grade 2, è bronzo per il CNVA Sailing Team

Il Circolo Nautico e della Vela Argentario ha organizzato su nostra richiesta il CNVA Match Race Grade 2, un evento internazionale di alto livello che ha visto la partecipazione dell'estone Matii Sepp 3° in Ranking Mondiale, e del francese Maxime Mesnil, Campione Europeo in carica e 8° in Ranking.

Il livello degli altri partecipanti non era da meno, con l'arrivo del danese Jacobsen, anche lui reduce dal Mondiale a Los Angeles, dell'austriaco Trippolt n° 15 in Ranking, e dell'australiano Smith ci siamo ritrovati a disputare un evento internazionale molto tecnico.
Noi, in veste di padroni di casa, sentivamo certamente una grande responsabilità addosso.
Ci tenevamo a difendere i colori del circolo e di ben figurare ad un evento cosi importante.
Potevamo contare sulla buona conoscenza delle imbarcazioni, i Comet 21, e sull'esperienza del campo di regata.


Training Day
Oggi ci alleniamo dalle 15:30 alle 17:30, fa strano vedere tutti i velisti che abbiamo incontrato in giro per il mondo tutti qui all'Argentario, al nostro circolo, usare le nostre barche.
La pressione è alta.
Per la prima volta ci accorgiamo di essere veramente osservati da tutti, chiunque incrociamo durante l'allenamento in acqua si mette a provare la velocità con noi. Stranamente nessuno fa tanta pratica sulle manovre, è una cosa inusuale prima di un match race. In pratica ci alleniamo in gruppo facendo lunghe boline e lunghe poppe. Divertente e utile per noi ma anche un po'strano, forse ci stavano osservando veramente...

Day 1
Avendo a disposizione 6 barche ma essendoci 12 team l'organizzazione decide di dividere i concorrenti in due gruppi e di farci incontrare immediatamente tutti gli skipper del nostro gruppo. Iniziano finalmente le regate alle ore 13.
Il primo è il big match, noi contro Sepp l'estone 3° in Ranking Mondiale.
Partiamo OCS e con una penalità, tutto sembra finito in partenza ma riusciamo ad essere veloci e a fare le scelte giuste durante la prima bolina, nella poppa anticipiamo la strambata e sorpassiamo l'avversario. Nella seconda bolina non resta che marcare l'avversario e distanziarlo il più possibile per avere spazio per completare la penalità. Facciamo il tutto poco prima della seconda boa di bolina e rimaniamo in testa fino all'arrivo, un gioco da ragazzi ma fatto contro il più forte avversario mai incontrato per noi, siamo davvero contenti e soddisfatti.

Successivamente affrontiamo il secondo estone, poi l'austriaco e i due italiani in gara.
Vinciamo tutte le regate grazie ad un'ottima velocità ma grazie anche a delle ottime partenze mantenendo sempre sotto controllo l'avversario.
Chiudiamo quindi la giornata vincendo nel nostro girone e siamo l'unico equipaggio ad avere il 100% delle vittorie in 5 regate disputate.



Day 2
Oggi continua il Round Robin, vengono mescolati i due gruppi, il primo match della giornata ci vede sfidare il campione europeo in carica, i francesi di Mesnil.
E' essenziale vincere il match per guadagnare il vantaggio dello scontro diretto contro uno dei favoriti a vincere l'evento.
Partiamo sopravvento ma molto vicini, loro, sotto, fanno fatica a passare la boa di partenza, ne approfittiamo virando e guadagnando la destra, vantaggio che ci portiamo avanti per tutte le virate e gli incroci fatti in bolina.
Manteniamo il controllo senza mai mollare, una brutta ammainata da parte loro fa finire il match a nostro vantaggio.
I match successivi ci vedono sempre molto veloci e rapidi dopo lo start, riusciamo quindi a mettere sempre la prua avanti e a mantenere la posizione eccetto contro gli australiani di Smith.
Dopo aver infatti vinto la partenza, un calo di vento ci rallenta non agevolando il passaggio della stecca superiore del fiocco se non mollando drizza, un lavoro che ci costa caro ogni virata.
L'ultimo match della giornata ci vede contro l'austriaco Trippolt, lo mandiamo OCS alla partenza e il match finisce senza troppe complicazioni.
Siamo felici di aver vinto il round robin con una percentuale di vittorie del 90%, il secondo è l'estone, terzo il francese e quarto l'austriaco che incontreremo domani in semifinale.

Day 3
Tutti sanno che fa bene al morale vincere il Round Robin ma di per sé vale solo come qualificazione alla fase delle semifinali. Oggi è il giorno più importante, in cui si decideranno le posizioni finali.
Contro di noi c'è l'austriaco, già battuto, siamo fiduciosi, basterà fare il nostro dovere.
All'ingresso prendiamo subito il controllo tenendolo sempre a sinistra, non ha spazio per manovrare e mancano solo pochi secondi allo start. Purtroppo proprio in quei secondi riesce a scappare a causa di una nostra manovra venuta male e partiamo pari. Nella bolina è più veloce a causa forse del suo peso notevolmente superiore e decisivo con i 15 nodi che soffiano da sud-ovest.
La prima regata la perdiamo e il morale è a terra.
Nella seconda partenza siamo di nuovo i protagonisti ma mai sufficientemente efficaci da annientare l'avversario, gli lasciamo sempre il suo spazio per partire. Giriamo avanti i primi due lati ma la seconda bolina veniamo rallentati dall'altro match che era in corso e per di più il gommone umpire ci passa vicino in un momento essenziale, che ci vedeva già in difficoltà visto il poco peso.
Il risultato è che perdiamo anche il secondo match e la notizia più brutta è che andiamo ad affrontare in Petit Final l'estone.
Il morale è basso e si vede, manovre appena sufficienti, velocità mediocre, poca originalità in partenza. La conseguenza è che perdiamo il primo match.
Siamo al Match Point, vicini a concludere una giornata a dir poco pessima.
Qualcosa scatta e la seconda partenza riusciamo a battere Sepp partendo un metro avanti e sopravvento, ci riprendiamo e non gli lasciamo neanche un metro di separazione, all'arrivo tagliamo un metro avanti. Col pugnale tra i denti ci prepariamo al match decisivo contro uno degli avversari più forti.
In partenza prendo la responsabilità (finalmente) di scegliere un lato, la destra. Partiamo pari e viriamo. Corriamo il più possibile fino a che mi sembra di aver trovato il momento giusto per rientrare, bella virata e chiudiamo in boa di bolina avanti di 20 metri sull'estone. Manteniamo il controllo e vinciamo la Petit Final!!


Abbiamo dimostrato di poter vincere ma forse ci è mancato ancora un po' di smalto per avere la meglio anche con le condizioni di vento che non ci avvantaggiano.
Il fatto veramente positivo di questa giornata, oltre ad aver battuto un forte avversario che non è da sottovalutare, è essere riusciti a vincere una finale nonostante un pessimo inizio di giornata. Fino ad ora ci era solo capitato il contrario e questo invece segna un bel cambio di marcia che ci porteremo dietro ricordandoci di quello di cui siamo capaci anche nei momenti difficili.

Devo ammettere che lo stress accumulato durante tutte le regate fino ad ora non ci sta aiutando, giovedì siamo a Crotone per la finale nazionale LIV.
All'orizzonte la prima pausa invernale nel primo weekend di novembre ;)

lunedì 7 agosto 2017

L'Italia torna ai vertici del Match Race mondiale con il CNVA Sailing Team!

Ed eccoci al finale di stagione, la regata che aspettiamo da più di un anno, il Campionato Mondiale giovanile in California.
Le aspettative sono alte ma anche la consapevolezza che questa sarà una trasferta difficile, dall'altra parte del globo su un campo anzi un Oceano sconosciuto.
Abbiamo avuto a disposizione due giorni per provare le barche e dove ci siamo potuti confrontare con i molti equipaggi che avevano già partecipato alla Governor’s Cup svolta due settimane prima.
Questi equipaggi avevano quindi già sperimentato e ben conoscevano le leggere condizioni di vento e l’onda formata dell’Oceano Pacifico.
Siamo comunque stati rapidi ad individuare le loro tecniche per rendere le nostre manovre ancora più rapide ed efficienti del solito. Ci siamo allenati molto anche sulle partenze visto che qui c’è sempre corrente, elemento non tanto sentito in Italia.

Arriviamo quindi alla cerimonia di apertura: sono presenti 12 Teams provenienti da 9 nazioni (ITA, AUS, NZL, FRA, USA, SUI, SWE, GBR, DEN), in pratica i 12 migliori equipaggi giovanili selezionati dalla Federazione Internazionale (World Sailing).




Day 1
Ci viene assegnata la barca numero 8, ed essendo disponibile una barca per ogni team, la barca sorteggiata la mattina rimarrà nostra per tutta la giornata.
Iniziamo i controlli tipici e Simone si butta a fare carena, alle 10:30 siamo pronti e usciamo al traino, ci aspettano 45 minuti prima di arrivare sul campo di regata davanti a Newport Beach.
Ad attenderci ci sono 5/6 nodi da ovest con onda corta e ripida, a questa si aggiungono i numerosi motoscafi che passano vicino al campo di regata per osservare incuriositi e poi proseguire per la crociera.
Che dire, nonostante le condizioni difficili e la tensione del primo giorno riusciamo semplicemente a dominare con molta freddezza tutti i match girando ogni boa davanti. Merito delle belle partenze “in velocità” giusta tattica e manovre semplici ed impeccabili.
Siamo anche i più pesanti tra i regatanti perché abbiamo scelto di regatare in 4 ma questo non sembra rallentarci. Chiudiamo la prima giornata con 5 vittorie su 5, insieme all'australiano Price (numero 6 in ranking mondiale) e al neozelandese Anyon (favorito della Governor’s cup).


Day 2
Siamo carichi, sembra che tutto stia andando per il verso giusto ma questa mattina non è umida e nuvolosa come le altre. Anzi, fa già caldo e questo non promette bene.
Estraggo la barca numero 5 e ci prepariamo per tutta la routine che prevede check della barca, pulizia carena, ecc…
Quando arriviamo sul campo di regata realizziamo che la situazione è semplicemente drammatica, 2.8 nodi, onda come al solito ripida accompagnata da onde lunghe a periodi di 10 metri.
Il comitato posiziona il campo e pospone le regate per un paio di ore fino a che una leggera brezza dà loro una speranza, quando in realtà era evidente che le barche non riuscissero ancora a navigare bene.
Perdiamo il primo match contro i francesi e perdiamo anche il secondo match contro gli inglesi a causa della seconda bolina dove siamo stati costretti, da un’altra barca coinvolta in un altro match, a passare la layline e regalare metri preziosi al nostro avversario.
Purtroppo siamo stati presi alla sprovvista anche se in fondo c'era da aspettarselo, in un percorso corto come quello del match race, con 12 barche che regatano in 6 match differenti ma sullo stesso campo, nulla è scontato.
Un po’ sfortunati e un po’disattenti siamo costretti a cedere la leadership a AUS e NZL che invece anche oggi sono stati impeccabili. Manteniamo comunque la terza posizione assoluta.


Day 3
Nella testa ho una domanda che mi continuo a ripetere: riusciremo a riprenderci dopo la batosta di ieri oppure la giornata precedente ci condizionerà tutto il campionato?
Estraggo la barca numero 8 e siamo contenti, la stessa che nel primo giorno ci ha fatto vincere tutti i match.
Arrivati sul campo di regata si nota subito che la giornata sarebbe stata lunga, dovevamo finire il primo round robin e iniziare il secondo. Il vento è come al solito leggero, sotto gli 8 nodi, l’onda è fastidiosa come sempre e la corrente è tanta, ci spinge contro il pin in partenza.
Iniziamo subito la giornata con il sorriso battendo le svedesi dopo una magnifica partenza ma ci aspettano i due match più importanti, contro Anyon e Price. Li perdiamo entrambi ma per poco, a causa del poco controllo di bolina e delle loro ottime scelte tattiche.
Verso le 16 si alza un bel vento sui 10 nodi che ci permette di finire il Round Robin battendo il danese e iniziando alla grande il secondo Round.


Day 4
L’ostacolo più grande lo abbiamo superato, ci siamo ripresi dopo una giornata pessima, ora siamo quarti a pari punti col terzo che è l’americano Hobbs, battuto all'andata ma con il quale abbiamo perso al ritorno.
L’obiettivo è sicuramente quello di rimanere nella top 4 e qualificarsi per le semifinali, dobbiamo guardarci le spalle dagli altri americani di Welsh e dagli inglesi che ci hanno battuto all’andata.
Il vento questa mattina è ottimo, ci sono 8/9 nodi, tanta corrente e caldo afoso.
Vinciamo i primi due match e ci apprestiamo a riaffrontare i due big Anyon e Price.
Questa volta però mi sento bene, so di essere già qualificato per la semifinale e non ho niente da perdere, sono sereno e felice di regatare per mettermi alla prova. I ragazzi sono con me, siamo tutti più allegri e rilassati.
E come per magia battiamo sia Anyon che Price, semplicemente mantenendo sangue freddo in partenza, senza prendere troppi rischi e marcando l'avversario strettissimo appena passavamo il primo incrocio.
Prestazione fantastica quella di oggi che ci fa tornare il morale alle stelle e ci rende temibili agli occhi dell’australiano che sembrava non avere rivali a questo mondiale.




Day 5
Come previsto, alla conferenza stampa, Price sceglie come suo sfidante per le semifinali l’americano Hobbs, lasciando a noi il neozelandese Anyon.
Questo sinceramente mi rallegra, non perché temessi Price ma per il fatto che ho capito di essere temuto da lui. Siamo entrati infatti come quarti e quindi, sulla carta, potevamo essere noi i più facili da battere.

Fa strano presentarsi la mattina allo yacht club e vedere tutti gli altri partecipanti non cambiati e rilassati. Ci siamo solo noi 4 team semifinalisti. Prepariamo le barche e usciamo.

Intorno alla linea di partenza è pieno di barche spettatori, sembra quasi di essere in Coppa America. La linea di partenza, a guardarla dalla boa di bolina, quasi quasi è difficile da individuare da quante barche ci sono sullo sfondo.
Iniziamo la nostra semifinale rilassati, mentre dall’altra parte Price batte USA per 3-0 per noi non è così facile battere Anyon ma grazie alla tattica quasi sempre perfetta e ad un controllo dell’avversario ostinato riusciamo ad avere la meglio sul 3-1.
Siamo contentissimi, quasi esultiamo come se avessimo vinto il mondiale. Ci iniziamo a credere davvero, adesso la meta è più vicina che mai.



Iniziano i match contro il favorito del mondiale, la prima regata la vince lui a causa di una mia scelta sbagliata del gate di poppa che ci fa perdere il vantaggio da noi acquisito fino a quel momento. Quando taglia l’arrivo l’australiano si sente un boato proveniente dai sui fan sulle numerose barche appoggio.
Ci mettiamo di impegno e nelle due regate successive siamo semplicemente sereni, tranquilli, e di conseguenza, PERFETTI. Strano a dirsi ma c’era l’atmosfera giusta, belle partenze, barca sempre sui numeri giusti e manovre ottime. Niente da dire, non è servito neanche mai protestare abbiamo semplicemente dominato le due regate meglio di lui.
L’atmosfera cambia, siamo sul match point per noi.
Dalla barche degli spettatori non si sente più neanche un suono, sono tutti sorpresi e abbattuti.
Noi siamo pronti a sferrare l’ultimo colpo ma proprio in partenza c’è un incidente in boa dove noi, barca sottovento, tocchiamo la boa e la barca di Price sopravento. La risposta dei giudici? Penalizzare solo noi, la barca sottovento.
Un po’giù di morale siamo costretti a cedere la regata del 2-2 solo perché abbiamo dato in mano agli umpires la regata, che nell'indecisone hanno favorito l'australiano. 
Price ritorna di buon umore e nell'ultima regata riesce a partire meglio di noi sfruttando maggiormente la corrente.


Siamo contenti del secondo posto ad un campionato del mondo, svoltosi in acque difficili e dove tutti tifavano per gli australiani, ma se penso che sarebbe bastato davvero poco per battere l’idolo locale e tornare a casa con una medaglia d’oro, un po’ sono amareggiato.

Non è la prima volta che basterebbe poco per fare la differenza, l’importante è che prima o poi si arrivi all'obiettivo, di sicuro c’è ancora della strada da fare ma siamo sul binario giusto.

Tra due settimane saremo in Polonia per il Campionato Europeo giovanile dove entreremo da favoriti.

Stay Tuned!




giovedì 4 maggio 2017

Bronzo al Polish Match Tour per il CNVA Sailing Team

Fin dallo scorso dicembre io e tutto il team volevamo organizzare una trasferta in Europa dove il livello agonistico potesse assomigliare a quello del campionato mondiale giovanile che affronteremo a Los Angeles il prossimo agosto.

Abbiamo optato quindi per la Polonia a Stettino dove si svolge il "Szczecin Double WarmUp".

Sono stati 5 giorni davvero impegnativi, che ci hanno messo alla prova sia in resistenza fisica che mentale.
L'evento infatti è stato diviso in due Gradi 3, il primo il 29 ed il 30 aprile, il secondo dal'1 al 2 maggio.


Il livello dei team invitati era molto alto, quasi tutti gli iscritti infatti si trovano tra i primi 100 in ranking mondiale.




Sono stati cinque giorni impegnativi anche a causa delle condizioni meteo. La temperatura non è mai stata sopra i 15 gradi e in alcune giornate mai sopra i 10°, pioggia e vento forte a raffiche.

Day 1
Il primo giorno di regate inizia alle 10:30 con il primo segnale di partenza.
Abbiamo subito la meglio sul tedesco Hartwig. Lo abbiamo battuto in partenza e siamo corsi via fino all'arrivo.
Vincere il primo match ci ha dato la forza e la sicurezza per iniziare al meglio questo lungo evento.
La giornata è stata caratterizzata da una costante rotazione del vento verso destra, non abbiamo mai regatato con la stessa direzione del vento ne quantomeno con lo stesso orientamento della linea. Molto bravo il CdR a gestire i cambi ma per i regatanti è stato davvero difficile riadattarsi ogni volta...
Concludiamo la prima giornata battendo il 18° in ranking, il polacco Stàncyk, e con un parziale di 6 vittorie su 6 siamo al 100%.
L'equipaggio si è comportato in maniera eccellente manovrando sempre alla perfezione.
Il punto è che manovrare bene a questi livelli non fa la differenza, le regate si giocano sul minimo errore dell'avversario e sui salti di vento che in questo lago sono difficili da interpretare.
Siamo comunque soddisfatti e felici di andare a letto con la massima percentuale di vittorie.


Day 2
Giornata conclusiva del primo evento, chiudiamo il round robin regatando in tutti gli ultimi 4 voli.
E' stato stancante e infatti chiudiamo in terza posizione con 7 vinte e 3 perse.
Il format prevede di svolgere le semifinali e il primo timoniere classificato nel round robin sceglie come suo sfidante il Danese Jacobsen, a noi non resta che incontrare il polacco Sawicki.
La nostra semifinale risulta davvero sfortunata. Oltre ai salti di vento e alle raffiche, spesso oltre i 18 nodi, ci si rompe il bozzello della randa e siamo costretti a regatare reggendo il boma dal mazzo delle scotte...
Nonostante tutto siamo sul 2-1
Nell'ultimo match, il match point, arriviamo davanti all'arrivo attaccati, noi mure a dritta e l'avversario mure a sinistra, dopo un duello di strambate l'ultimo incrocio è quello decisivo, il polacco non aveva spazio per strambare e quindi siamo stati costretti ad evitare la barca in manovra. Dopo aver protestato (eravamo a soli 10 mt dall'arrivo), Sawicki, sapendo di rischiare la penalità, ammaina lo spi e ci aspetta davanti alla linea, anche noi iniziamo ad ammainare ma poi, non arrivando nessuna decisione da parte degli umpire, il polacco giustamente taglia l'arrivo. La spiegazione dei giudici? Non avevano visto la bandiera di protesta... strano perchè è difficile non vederla quando la tiriamo fuori. No comment!

Iniziamo quindi la Petit Final per il terzo posto e vinciamo 2-0 contro il danese.
Siamo molto soddisfatti e stanchi, domani ci aspetta l'altro evento con un nuovo round robin e  20+ nodi di vento di previsione meteo... speriamo bene!


Day3
Inizia quindi il secondo evento del Warm Up, si regata di fretta tutto il giorno perchè per domani sono previsti più di 30 nodi. Usciamo con i terzaroli e iniziamo subito a regatare.
Fare manovre e dyal-up in partenza con più di 20 nodi, a pochi metri dalla banchina non è cosa facile ma riusciamo a portare a casa subito 3 vittorie in 3 match.
Il quarto match ci vede contro Jacobsen, il danese battuto ieri in petit final. Partiamo avanti ed iniziamo un lungo duello di virate, all'improvviso una rotazione del vento a suo favore gli fa guadagnare acqua e, all'incrocio prima della boa di bolina, lui è mure a sinistra e poggia per andarsi a guadagnare la destra all'ultimo incrocio. Noi siamo più attenti e poggiamo ancora prima iniziando un dyal-down, arriva una raffica proprio in quel momento sui 30 nodi e il danese si accorge tardi di non riuscire a rispondere. Ci centriamo in pieno e lui si sfonda la prua, due penalità per lui  e noi vinciamo la regata.
La giornata finisce ancora meglio battendo di nuovo Stancyk.
Peccato per l'unica sconfitta contro il meno temuto Ring... la stanchezza e l'inesperienza si paga a caro prezzo in un evento di livello come questo, ci è bastato sbagliare una virata e farci riacchiappare dal tedesco per perdere un punto importante. Finiamo con il parziale di 5 vittorie e 1 sconfitta.


Day4
Ultimo giorno, al circolo la mattina ci accolgono 30 nodi di vento, il comitato decide di aspettare, le intenzioni sono di finire il round robin (a noi mancavano ancora 3 match, gli ultimi come al solito) e di procedere con le finali.
Vinciamo quasi tutti i match chiudendo il round robin con 7 vittorie e 2 sconfitte.
Purtroppo siamo terzi a pari punti con il secondo, il locale Zabroja.
Iniziamo allora la petit final in un angolo del  lago dove il vento era prevalentemente calmo ma le raffiche forti arrivavano inaspettatamente ogni 3 minuti, il vento oscillava a periodi casuali, bisognava semplicemente trovarsi nel punto giusto al momento giusto.
Vinciamo il primo match contro lo svedese Kling ma perdiamo i successivi due nonostante fossimo davvero vicini. Sarebbe bastato un pizzico di fortuna in più per bissare il risultato del primo evento.
Ma la vela è anche questo.

Sono soddisfatto del lavoro fatto con il mio equipaggio, composto da Simone Busonero, Filippo Ambrogetti e Lorenzo Gennari, in collaborazione con il Circolo Nautico e della Vela Argentario. Stiamo diventando un bel Team, completo, seguiti da nutrizionista e mental coach, sotto l'occhio vigile del nostro team manager Benedetta.

Mi rendo conto che stiamo crescendo e siamo in grado, se la sorte ci assiste, di essere protagonisti a qualsiasi evento partecipiamo. I risultati lo dimostrano e anche il rispetto degli avversari incontrati ci fa capire che siamo sulla giusta direzione.

Maggio sarà un mese dedicato prevalentemente all'altura e da giugno riprenderemo gli allenamenti di match race in vista dell'intensa stagione estiva.
Stay Tuned!





Mondiale F18 2013

Mondiale F18 2013

Collaboratori

Ettore

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Optimist no limits

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Antartide

Mondiale 2010

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Italiano Marsala 2010

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Squadra completa

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Barca del Mondiale

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Campo di regata Niteroi

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Si vedono gli optimist, bello difficile no?!

Italiano a Reggio Calabria

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Italiano RC

Italiano RC

Come si divertono....

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