Persico 69F

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Oro Mondiale Match Race 2018!

Oro Mondiale Match Race 2018!

domenica 27 dicembre 2020

Campione italiano 2020 WASZP


Non è stato semplice, come sempre, ma la dura preparazione fatta sul Garda si è confermata svolta nella giusta direzione.

Grande soddisfazione per questo nuovo Titolo Nazionale.
#foiling #newgneration

venerdì 17 maggio 2019

Argo Gold Cup 2019, Bermuda


L'edizione 2019 è stata per noi la seconda esperienza alle isole Bermuda e sugli IOD, barche in legno a chiglia lunga molto pesanti.
Quest'anno abbiamo deciso di navigare in 5 a bordo per avere maggiore controllo dell'imbarcazione nelle numerose raffiche, risultava indispensabile lascare carrello randa invece che aprire scotta. Servivano quindi 2 randisti visto che il circuito carrello randa e paterazzo erano rimandati a prua del trimmer fiocco.

La disposizione a bordo è risultata ottimale e ci ha permesso di manovrare sempre bene e di avere un randista anche in poppa. Finalmente il peso complessivo sfiorava 350kg dato che con noi a bordo era presente Luca Camilli.
Siamo arrivati alle Bermuda sabato 4 maggio e abbiamo atteso fino a lunedì per la prova barche godendoci le spiagge e abituandoci al fuso.

Ci siamo allenati con Eric Moninn (numero 1 in ranking mondiale e 12° partecipazione alla Gold Cup). Nonostante i 18 nodi di vento avevamo un ottimo controllo tuttavia di bolina ci mancava sempre  un po' di velocità, o un po' di angolo. Di conseguenza abbiamo iniziato a osservare il suo equipaggio e a notare qualche differenza, specialmente nel modo di virare. Trovare l'angolo di uscita ottimale non era facile considerando l'abbrivio che la barca acquistava durante la rotazione.

Nei momenti in qui eravamo vicini agli equipaggi meno esperti (prima esperienza alla Gold Cup) ci siamo sempre sentiti più veloci e alti.

Martedì, è il primo giorno di regate e il primo match ci vede incontrare subito Moninn, il nostro sparring partner. Vinciamo la partenza in boa ma, al primo incrocio, gli viriamo sopravvento per rimandarlo sulla destra e lui, con una lunga orzata prua al vento, è in grado di prenderci da sottovento e di spedirci a destra dalla parte peggiore del campo di regata.
Nel secondo match contro il campione della Nations Cup di San Francisco, il francese Mesnil, non ripetiamo lo stesso errore e, dopo una bella partenza in boa, controlliamo tutto il match.

Nel terzo match, contro l'americano Poole, il piano rimane lo stesso. Vinciamo ancora una volta la boa dando anche penalità all'avversario. Grazie ad una raffica improvvisa e stranamente destra, Poole è in grado di tirare su la prua esattamente prima della layline di sinistra e rischiamo di non passare l' incrocio. Una volta completata la virata mure a sinistra, capisco che non passerò l'incrocio e una leebow sarebbe inutile visto che siamo in lay. Decido di passare dietro all'avversario ma, dopo la mia poggiata, Poole poggia a sua volta bloccandomi la strada e creando una rotta di collisione. Ormai non riesco più a passare dietro e l'unica mia mossa per tenermi discosto è orzare e passare avanti. Poole accortosi dell'errore, decide di orzare per non farci passare ma lo spazio tra le due barche è finito e c'è una grave collisione.
La prua dell'americano, entrato a 90° su di noi, sale sopra il nostro scafo (sbandato sottovento) e si infila tra il boma e la coperta raggiungendo il lato sopravvento della nostra barca piegando in due il boma, spezzando il vang e rompendo il nostro winch del fiocco. Il mio equipaggio per fortuna è stato cauto ed aveva già evacuato il pozzetto.
Dopo una catastrofe simile i giudici, più sorpresi di noi, non erano in grado di giudicare e in quel momento hanno penalizzato noi perché eravamo mure a sinistra.
Quindi, oltre ad aver perso il match, abbiamo dovuto anche cambiare barca e questo ha sicuramente interrotto il nostro trend positivo: ci sentivamo di aver subito un torto, di aver rischiato l'incolumità dell'equipaggio e di non essere stati neanche capiti dai giudici né tanto meno da Poole, il quale non si è venuto a scusare. (ovviamente non siamo stati verbalmente così pacati con l'americano durante la collisione)

La giornata è proseguita con la vittoria sul locale Dhuram e con 3 sconfitte. A terra è iniziata la nostra udienza di riparazione dove siamo riusciti ad ottenere un 67% di penalità per Poole e solo il 33% per noi. Per me non è una gran vittoria ma almeno rimette i conti a posto e facciamo capire anche alla flotta che non siamo gli ultimi arrivati.

Il secondo giorno, mercoledì, è molto più tranquillo ma il campo di regata diventa più difficile; c'è poco vento e la direzione costringe il comitato a cambiare boa ad ogni bolina.
Vinciamo il primo match contro la francese Curtis (numero 1 in ranking femminile) e siamo davanti anche contro avversari molto forti come Mirsky, MacGregor (a bordo con lei Francesca Clapcich) tuttavia non siamo in grado di mantenere la posizione fino alla fine a causa dei continui salti di vento. Mi spiego meglio: marcando l'avversario, se quest'ultimo avesse navigato in fase col vento, avremmo rischiato solo di perdere metri ad ogni incrocio. Era necessario quindi, come facevano in molti, alle volte non controllare l'avversario e andarsi a prendere la raffica e la rotazione successiva, guadagnando così un sufficiente vantaggio.

Notevole è stata la regata contro Ian Williams, giudicata come "match of the day", dove siamo stati capaci di dare due penalità all'inglese in partenza grazie ad un eccellente controllo nella fase di dyal-up.

Sommando i punteggi ovviamente non ci troviamo tra i primi 4 in classifica. Quindi per accedere ai quarti di finale doppiamo passare dai ripescaggi, dove però gli ultimi 4 team non qualificati vengono eliminati.

Giovedì i ripescaggi ci vedono iniziare contro Eric Moninn (e pensare che uno come lui non si sia qualificato subito ai quarti fa capire il livello della competizione), partiamo bene e riusciamo a rimanere sopravvento a lui fino alla layline bloccandogli la virata. La nostra velocità è migliorata molto e ci permette di vincere il match.
A seguire perdiamo purtroppo con la MacGregor (3 volte campionessa mondiale femminile, un'olimpiade e 6 partecipazioni alla Gold Cup) a causa delle solite rotazioni in boa di bolina veramente random...
Vinciamo finalmente contro lo svedese Dackhammer, il francese Mesnil (una vera vendetta dopo San Francisco) e contro il locale Dhuram.

Ci qualifichiamo così ai quarti di finale dove veniamo scelti dal primo dei qualificati dopo il round Robin, l'inglese Ian Williams (42 anni, 6 volte campione mondiale match race e una coppa America).

Venerdì sappiamo di dover scendere in acqua con un approccio diverso, non abbiamo davanti un avversario qualunque di conseguenza dobbiamo avere una strategia per batterlo ben 3 volte e accedere alle semifinali.

Dopo essermi informato tramite amici e suoi ex avversari abbiamo deciso di evitare le classiche mosse del match race come il fish-tailing, time on distance da lontano sulla linea di partenza, oppure giocare sul blocco sulla layline di barca giuria dove sapevamo che lui sarebbe stato più forte.

Il piano funziona, nella prima Williams prova ad impressionarci con proteste finte, ma con noi non attacca. Riusciamo a partire pari e giochiamo con le raffiche per arrivare primi in bolina, al primo incrocio siamo avanti ma poi diventa lui il leader.
Al gate di poppa prendiamo l'altra boa e riusciamo a recuperarlo fino a mettere la nostra prua interna tra lui e la boa alla seconda bolina. In poppa inoltre lo rolliamo anche ma lui ci spinge sulla sinistra e non riusciamo né a strambare per passare dietro né a strambare per incrociare avanti. Ci porta quindi oltre lay e arriviamo entrambi a vele bianche di bolina.

Chiediamo il cambio barche e ci prepariamo al secondo match. In partenza entriamo gialli (da destra) e lo blocchiamo senza mai lasciarlo andare, quando mancano 40sec lui sembra stranito e cerca di liberarsi ma noi lo spingiamo sempre, standogli a pochi centimetri dalla poppa, lui parte ocs. È costretto a rientrare e noi guadagniamo tanto vantaggio, riuscendo a vincere il match.

1-1 mancano 2 match alla fine. Williams smette di essere così stupidamente aggressivo e in partenza cerca di starci lontano, lui parte in boa, noi in barca e alla prima bolina siamo avanti noi. Nella seconda bolina fa un bordeggio praticamente perfetto e riesce a conquistare la destra proprio prima della layline e questo ci costa il match.

Il terzo è stato lo stesso solo che nella seconda bolina abbiamo navigato entrambi su un buono, a parti opposte del campo, fino a che, all'incrocio, è prevalso il suo vento.

Siamo contenti di aver seguito un approccio molto tecnico e concreto, nonché di averlo portato a termine fino in fondo senza fare errori. Per batterci in quelle 4 regate era necessario solo un bordeggio perfetto ed è quello che Ian è stato in grado di fare.
Non abbiamo ancora capito se un pizzico di fortuna ci vuole sempre o se gli inglesi avessero capito qualcosa del campo di regata a noi ancora ignoto. Siamo comunque contenti di aver regatato alla pari con uno dei migliori velisti del mondo e di essere stati in grado di batterlo e di metterlo così tanto in difficoltà in partenza per ben due volte.

5 match contro Williams ci hanno portato ad una notevole consapevolezza sia suo nostri difetti che sui nostri pregi.
Gli inglesi poi hanno battuto la MacGregor 3-0 e lo svedese Bertnsson in finale 3-1

Noi continuiamo ad allenarci e a regatare, il nostro prossimo appuntamento è a Sopot (POL) dal 21 al 24 agosto.

Ah, e grazie alla famiglia di Hal Kempe per averci ospitato per la seconda volta consecutiva e averci messo a nostro agio ogni giorno!

martedì 16 aprile 2019

La prima Nations Cup, la ciambella senza buco


Da quando abbiamo iniziato a fare match race, questo è stato il primo tentativo di cambiare equipaggio per avvicinarci finalmente al peso limite di 350kg. Così, . Così, dopo aver subito sconfitte da equipaggi più pesanti in condizione di vento forte, abbiamo lasciato il nostro Simone (67kg) e imbarcato Alessandro Vongher (105kg).


Siamo arrivati nella ventosa San Francisco lunedì 8 aprile, consapevoli di doverci allenare il giorno seguente.

Le tre ore di pratica sono produttive, notiamo subito la forte corrente e capiamo, su consiglio della nostra amica Nicole Breault (team USA), quanto sia importante sfruttare il flusso di corrente che divide il campo di regata in due parti ben distinte.

Mercoledì è il primo giorno di regata e la nostra divisione Open (maschile) entra in acqua alle 14 con un bel vento teso sui 18 nodi e corrente nella stessa direzione del vento. L'obiettivo è quello di completare un Round Robin (girone di qualificazione) dove i primi 5 team guadagnano l’accesso al secondo stage (quarti di finale). I primi avversari da incontrare sono i brasiliani, bravi velisti ma con poca esperienza di match race. Senza mettere in difficoltà l'avversario facciamo un'ottima partenza e, nonostante fossimo andati verso terra, non riusciamo a passare al primo incrocio. La regata finisce con una sconfitta per noi. Purtroppo la giornata si rivela difficile ed in salita ma riusciamo comunque a pareggiare i nostri parziali e a raggiungere 2 vittorie e 2 sconfitte; l'ultimo match della giornata risulta quindi il più importante. Nel frattempo la corrente si inverte ed inizia a spingere in direzione opposta a quella del vento, noi battiamo l'australiano in partenza e ci conquistiamo subito il lato favorevole del campo. Rimaniamo avanti fino all' ultima poppa dove, a causa di una sua planata, l'avversario è in grado di sentire meno corrente e di sorpassarci davanti all'arrivo di un solo metro. E' molto penalizzante non ricevere l'onda giusta quando si naviga in poppa con corrente contraria...
Chiudiamo quindi la giornata con 3 regate perse e 2 vinte.

Il giorno seguente abbiamo le ultime possibilità di qualificarci per i quarti di finale. Il vento è poco e la corrente tanta come al solito. Il primo match è contro il giapponese Ichkawa e tutto scorre liscio come dovrebbe. 
Il secondo match contro l’americano ci vede sbagliare una virata leebow e perdere l’incontro. Nella terza e ultima regata affrontiamo il nostro rivale storico Maxime Mesnil (FRA) 5^ in ranking mondiale (noi siamo 4^) e fino ad ora imbattuto nel Round Robin. Vinciamo la partenza e conquistiamo la sinistra ma la corrente si inverte e il francese passa primo in bolina da destra. In poppa però sfruttiamo un calo di vento per avvicinarci e sorpassarlo vincendo definitivamente il match.
Torniamo a terra con una giornata tutto sommato positiva (2 vinte e 1 persa) ma questo non ci permette comunque di accedere ai quarti perché non possiamo contare sugli scontri diretti con gli ultimi team qualificati, siamo quindi sesti, nonché i primi esclusi.
L’amarezza è tanta ma scendiamo in acqua giovedì con la volontà di vincere il girone dei ripescaggi e tornare tra i finalisti. Scegliamo il giapponese come sfidante e lo battiamo per 2-1

Dall’altra parte il neozelandese Egnot-Jhonson sconfigge il sudafricano   2-0.
Ci aspetta quindi una finale con il team dei Kiwi per definire chi sarà il team ripescato per unirsi ai finalisti.
Il campo è lungo rispetto allo standard e c’è così tanta corrente che partendo mure a dritta in barca non si riesce a tagliare la linea, il vento è di circa 8 nodi.
Perdiamo il primo match a causa del ritardo accumulato nella partenza, time on distance   sbagliato.
Nel secondo match, dopo una partenza pari, navighiamo più veloci e alti e siamo in grado di far saltare l’avversario portandolo sulla destra. Manteniamo un netto vantaggio ed annulliamo il match point.
Il terzo match è quello decisivo, dominiamo la partenza grazie all’ottimo controllo nella fase del dyal-up (stare fermi prua al vento). Partiamo avanti e andiamo a sinistra, raggiunta la layline per la prima boa viriamo e iniziamo l’approccio. I Kiwis nel frattempo si allargano e prendono una layline molto larga (sono 50 metri “in spalla” sopravvento). Quando mancano 20 metri alla boa ci fermiamo all'improvviso perché incontriamo la forte corrente contraria (avendo raggiunto la parte centrale del campo) mentre i neozelandesi riescono, poggiando, ad andare più veloce e a prendere la boa prima di noi. Una volta sorpassati, non c’è stato modo di vincere il match. Chi girava la prima boa avanti sfruttava la corrente favorevole (in poppa) per distaccarsi di almeno 50mt…

Detto ciò è difficile dare la colpa a qualcuno o a qualcosa, penso che abbiamo peccato di superbia credendo di conoscere le barche dove regatavamo, i J22, con le quali abbiamo navigato sul lago di Ledro in condizioni meteo ben diverse.

Ciò che però ha influito maggiormente è stato lo “spavento” per le condizioni meteo  così diverse dal solito e per come le barche, che credevamo di conoscere, in realtà in quel mare riuscissero a cambiare totalmente.
Dopo un’attenta analisi cerchiamo di rilassarci e non pensarci troppo (è un mio difetto), ma non nella prossima regata; è la più importante della stagione e siamo pronti.
Il 4 maggio andremo alle Bermuda per la Argo Group Gold Cup, grado1.
"The show must go on"

mercoledì 20 marzo 2019

Il 2019 inizia con l'esperienza americana in J70, Miami

Il 2018 si è concluso con la bellissima esperienza della ARC, traversata dell'Oceano Atlantico conclusa al terzo posto assoluto.
Dopo questa parentesi offshore sono subito tornato a pensare alle regate Match Race e monotipi.

I mesi di dicembre e gennaio sono stati dedicati all'allenamento uno contro uno grazie anche al sostegno dei molti ragazzi che sono venuti apposta all'Argentario per permetterci di allenarci con due barche.

Tra i vari esami, le due trasferte a Miami sono state di grande aiuto. Sono stato chiamato infatti come tattico sul J70 monegasco Gspottino dell'armatore Giangi Serena.

Gli eventi in programma erano rispettivamente, Miami winter series act3 e Bacardi Cup Invitational Regatta.

La prima delle due è stata per me anche la prima regata di flotta in USA e a Miami.
La flotta iscritta ad entrambe le regate era di altissimo livello, vi erano presenti gli ultimi tre equipaggi che hanno vinto il titolo mondiale e gli altri equipaggi della top ten non erano da meno.
Molte le vele e i gommoni dei coach in banchina. Nessuno sprecava neanche un giorno per continuare la ricerca della messa a punto perfetta dell'albero.

I giorni di allenamento sono andati bene ma ho dovuto prendere del tempo con il nuovo equipaggio per migliorare le manovre e la velocità nelle andature di base.
Ci siamo trovati in un attimo sulla linea di partenza del primo giorno di regate.

Il primo giorno va alla grande e ci troviamo al quarto posto (9-2-4) a pochi punti dal primo.
Il secondo e ultimo giorno il vento è nettamente più forte e ballerino e malgrado le partenze e le belle prime boline, non siamo in grado di mantenere la posizione.
Chiudiamo l'evento con un soddisfacente quinto posto su una flotta di livello mondiale.

I primi giorni di marzo siamo di ritorno a Miami per l'evento più importante della stagione americana, la Bacardi Cup, evento storico per le Star (sono presenti Grael, Cayard, Doyle...).

A questo evento ho voglia di fare la differenza e di portare a casa un bel risultato (ancora meglio del quinto posto).
L'entry list parla da sola ma dentro di me penso "anche noi siamo forti, possiamo fare di più".

Le due giornate dedicate all'allenamento sono semplicemente perfette: abbiamo lavorato sui nostri punti deboli che erano le transizioni e l'assetto a farfalla in poppa.
Le prime line-up con gli avversari ci vedono sempre come i più veloci e nelle regatine di prova siamo gli assoluti protagonisti.

Il giorno della prima prova sono un po' emozionato, visto che ci sono due equipaggi italiani spero almeno di fare meglio di loro perchè conosco già il campo di regata e ci tengo molto...

Dopo una falsa partenza, essendo nello stesso campo con i Melges24, ci troviamo a regatare sotto i loro rifiuti.
Sfrutto l'occasione e rimango nei pochi canali liberi, giriamo la prima boa secondi, dietro l'equipaggio italiano di Calvi Network.

Nella seconda bolina approfitto di una rotazione destra per prendere il controllo della regata e il mio equipaggio fa andare molto veloce la barca in poppa per permetterci di vincere la prima prova!

Dopo un 1-4-9 siamo terzi a due punti dal primo. Un'ottima giornata guastata solo dalla terza prova nella quale siamo stati maggiormente nei primi 3 ma l'ultima poppa è stata massacrante con un vento in calo e la flotta che si divideva in, chi navigava a farfalla, chi in modalità alta/planante e chi in ibrida. Per un tattico è veramente difficile decidere chi marcare...

Il secondo giorno il vento è più turbolento del solito, il mare è a macchie peggio di ieri e sembra che le scelte tattiche e un bel po' di fortuna faranno una bella differenza.
Così è, e dopo la partenza siamo subito primi e giriamo in testa anche la prima boa.
In poppa il vento si spegne per noi e veniamo sorpassati da 10 barche che hanno strambato 20 metri prima. Riusciamo a cavarcela con un 9.
La seconda regata partiamo in boa e viriamo insieme ai messicani, loro arrivano in layline, noi invece rimaniamo 20 metri sottovento a loro e non riusciamo ad agganciare la sua pressione sulla sinistra. Giriamo oltre la decima posizione.

Prima della terza prova il comitato sposta il campo e a destra è palese la maggior pressione. Partiamo in centro barca e viriamo alla prima occasione. La destra non pagherà mai, magicamente quella è la prova più costante dove si passa sempre da sinistra..
Con un ottimo lavoro in poppa finiamo ottavi.

La giornata sembra essere stata pessima lì per lì. Ma bisogna saper trovare gli spunti positivi sempre per mantenere il morale alto. Dopotutto eravamo quinti in classifica generale con uno scarto già effettuato (15° nella seconda prova).

Ironia della sorte "non c'è limite al peggio". L'ultimo giorno andiamo in acqua per giocarci il tutto per tutto come se non avessimo nulla da perdere. Molto aggressivi nelle partenze, velocità buona fino a che lo strumento dell velocità inizia a segnare 4.9 invece dei soliti 5.6

E' immediata la reazione nel verificare se ci sono alghe nel timone. Ci sono, le tolgo, ma cambia poco. Probabilmente sono nella deriva.
Facciamo una retromarcia (perdendo una quindicina di barche) e la situazione migliora.

In poche parole eravamo l'unica barca europea e nella classe J70 solo le barche americane sono dotate di taglia-alghe sulla deriva. Quando abbiamo tirato in secca la barca abbiamo trovato la deriva sporca con un alone marrone lungo la parte alta, chissà quanta roba c'è passata da li...

Nonostante tutto chiudiamo in 10° posizione un campionato di alto livello nella classe J70 e posso vantarmi di aver imparato veramente tanto, specialmente dal modo di regatare degli americani, molto meno aggressivi di noi ma attenti ai salti di vento.

Ho apprezzato veramente tanto il comitato che, dopo un'ora di attesa a terra con intelligenza issata, era in grado di prendere una decisione sul da farsi senza prendersi ulteriore tempo. Mai visto in Europa!!

See you in Montenegro ;)












giovedì 12 luglio 2018

Rivincita contro l'Australia, Youth Match Racing World Champion!


Siamo "finalmente" giunti all'evento clou dell'anno, ciò per cui ci siamo impegnati fin da agosto 2017, il Campionato mondiale giovanile 2018 sul Lago di Ledro.
Quando ci informarono che l'edizione 2018 si sarebbe svolta a Ledro io e la mia squadra rimanemmo un po' perplessi.
La location è sicuramente tra le più belle dal punto di vista paesaggistico, ma il vento con cui si regata solitamente è spesso molto instabile e "regala" molte sorprese anche ai regatanti più esperti.

Abbiamo quindi concentrato la nostra preparazione nel lavoro di squadra per affrontare ed ottimizzare al meglio i salti di vento.
Ci siamo allenati duramente tutto l'inverno e la primavera, nei posti più "difficili", andando a regatare la dove il livello dei concorrenti fosse il più alto possibile.

Siamo stati dentro la città di Stettino, a navigare sui canali, e in mezzo alle isole delle Bermuda, dove il vento e la corrente saltavano da matti. Abbiamo imparato da tutti, dai team più esperti e anziani a quelli più giovani e facoltosi.

Finalmente è arrivato il grande momento, il grande giorno, e adesso dobbiamo dimostrare sul Lago di Ledro cosa abbiamo imparato e se siamo migliorati, e ottenere il riscatto dalla finale persa nel 2017 contro l'Australia.

Prima del Mondiale ci siamo iscritti al Grado2, in programma sempre a Ledro, e dopo aver battuto i nostri avversari giovani conquistiamo il terzo gradino del podio, con un po' di amarezza, ma questo ci mantiene carichi e concentrati per ciò che verrà dopo. Ben più importante.

Day 1
Segnale di avviso ore 10, primo Round Robin, tutto inizia in orario, e il nostro primo avversario è  francese.
Lo battiamo in partenza e rimaniamo davanti durante tutta la bolina, teniamo comunque sempre la testa alta per notare subito e capire meglio sul campo le raffiche davanti a noi.
Più o meno lo stesso succede negli altri match della giornata, chiudiamo bene vincendo con il parziale di 7-0 che è sicuramente di buon auspicio per noi, inoltre essendo l'unico equipaggio ad avere incassato il 100% delle vittorie, facciamo capire a tutti di essere tra i candidati alla finale 2018.


Day 2
Oggi ci aspettano due match importanti, il primo contro l'inglese Whitfield e a seguire l'australiano Buolden.
Il secondo giorno è sempre quello dove perdiamo più match, dovremmo cercare di sbloccare questa situazione visto che dobbiamo affrontare gli avversari più "temibili".
Le previsioni danno pioggia ma per le 12 siamo in acqua.
Riusciamo ancora ad avere la meglio sulla linea di partenza e mantenere il sangue freddo nei momenti chiave, vincendo i primi 3 match della giornata.
Siamo sul 10-0, domani ci spetta solo l'ultimo match per concludere il primo Round Robin e sono molto contento di non aver dato cenni di cedimento nella seconda giornata!

Day 3
Ovviamente al briefing ci comunicano che è necessario finire il Round Robin velocemente visto il ritardo accumulato ieri. Oggi inizierà anche il secondo Round, il "ritorno".
Iniziamo alla grande battendo un altro dei team favoriti, gli americani di Weis.
Chiudiamo con 11 vittorie su 11, un risultato strepitoso per un Mondiale.
La nostra costanza stupisce tutti, e la differenza si vede bene dalla classifica dove il secondo si trova al 70% di vittorie.
Ma non c'è tempo di festeggiare, e non possiamo perdere la concentrazione, si corre per iniziare il secondo Round.
I nostri primi due match sono tranquilli.
Alle 14.00  rientriamo a causa di un temporale che impedisce al vento di stendersi su tutto il lago.
Alle 16.00, spinti dagli americani e dai neozelandesi (malgrado non conoscano il lago), i giudici ci fanno uscire per provare a completare qualche altro volo.
La direzione del vento è quella opposta al solito, il comitato è costretto a mettere dei nuovi gavitelli per le boe e intorno alle 16:45, col vento sui 5 nodi e molto instabile nella direzione, viene dato il primo segnale di partenza.
Noi vinciamo il nostro match contro il giapponese mentre proprio gli americani e i neozelandesi perdono i loro a causa di una rotazione a loro sfavorevole.
Noi, doppiamente contenti, torniamo in albergo col 100% delle vittorie che sommate sono ben 14/14!!
Sinceramente non sono più stressato ma inizio già ad inquadrare i possibili semifinalisti che ci troveremo ad incontrare.

Day 4
Inizia ufficialmente la corsa per la semifinale, solo i primi 4 della somma dei due Round Robin passano allo stage successivo.
Noi, battendo i kiwi e gli inglesi anche al ritorno, siamo pienamente qualificati e, vincendo anche contro Russia, Giappone e Danimarca, abbiamo la certezza di essere primi in classifica sebbene con 2 match ancora da disputare.
A causa delle condizioni meteo del pomeriggio, non riusciamo a completare il girone.
Registriamo la nostra prima sconfitta contro le svedesi, il team composto da sole donne è stato oggetto di scherzi e prese in giro contro di noi per tutto l'evento. La causa reale della sconfitta è stata che, presi dalla regata, abbiamo girato la boa più vicina alla nostra lay-line che era arancione invece di rossa. Si è trattato di un momento di black-out e subito dopo aver issato lo spinnaker ci siamo resi conto di cosa stava succedendo... forse si è trattato dei primi cenni di stanchezza dopo 4 giorni di stress da competizione.
Rientriamo a terra con il parziale di 19-1 e già vincenti.


Day 5
In fin dei conti nel Match Race questo è il giorno che conta. Il più rischioso.
Nella mia testa continuo a ripetermi: "che senso ha vincere entrambi i Round Robin se poi dopo perdo in semifinale...? ". E lo stress sale.

Iniziamo concludendo il secondo Round Robin, dove perdiamo veramente il nostro primo match, contro l'australiano.
La situazione però è sotto controllo e infatti vinciamo il match finale contro USA.

Arriva il momento per me di scegliere il nostro avversario della semifinale, essendo noi i vincitori indiscussi dei 2 Rounds.

Sinceramente speravo che le svedesi si qualificassero per poterle scegliere, invece mi trovo gli skipper di AUS, NZL e USA.

Pensando al Mondiale 2017 di Los Angeles, e al bel risultato ottenuto, scelgo Egnot (NZL) come nostro avversario per la semifinale.
Passa alla finale il primo team che raggiunge le 2 vittorie.
Dimostriamo di essere molto aggressivi in partenza, la concentrazione e massima, e in entrambe le regate, negli ultimi 20 secondi alla partenza, siamo in grado di dare penalità e partire avanti a Egnot.
I Kiwi rimangono dietro in entrambe le regate provando a lottare fino a che la nostra prua non attraversa la linea di arrivo.
Vinciamo quindi la semifinale per 2-0 !!
Succede lo stesso tra AUS - USA 2-0.


Mentre aspetto il mio equipaggio, sulla barca da me estratta per le Finali, mi sento stranamente rilassato, come se avessi già raggiunto il mio obiettivo: ripetere la finale del Mondiale 2017.
Ma poi dopo pochi istanti ripenso a come mi sono sentito dopo la sconfitta a Los Angeles e allora dico dentro di me: "Questa volta no, questa volta siamo in casa, il tifo è tutto per noi e dobbiamo vincere, continuare a vincere, come se fosse un Round Robin del primo giorno di regate".
Si riparte.

Inizia quindi la Finale, vince il titolo il primo Team che arriva a 3 vittorie.
Nella prima otteniamo una partenza pari ma siamo in grado di raggiungere per primi la zona più ventosa e questa è principalmente la chiave per vincere gara 1.
Siamo contenti che sulla collina dove stanno i nostri sostenitori sventoli la bandiera italiana e si senta il calore della tifoseria, cosa che in California l'anno scorso era solo per il nostro avversario.
Nel secondo match l'australiano riesce a metterci in seria difficoltà nel dyal-up anche a causa di una rotazione estrema a destra e di un gran calo di vento.
Perdiamo quindi il match nonostante fossimo riusciti a partire pari, non bastano gli ultimi 10 metri guadagnati a tagliare prima di Boulden l'arrivo.


Gara 3, è essenziale, chi vince passa al match point.
Il vento va sempre più a destra e allora intuisco che sarà necessario lottare per vincere la partenza e posizionarsi in barca giuria. Se il piano però non dovesse funzionare non ci sarebbero mezze misure: non saremmo più in grado di virare subito e quindi la regata sarebbe persa. Un grosso rischio.
Il nostro pre-start è più aggressivo che mai, cacciamo l'avversario attenti a non essere in ritardo sulla linea neanche di un secondo. Partiamo avanti e vinciamo il match 3.


Sul 2-1 vediamo la meta finalmente vicina.
Dopo un anno di lavoro, vincendo questo match, potremmo raggiungere il nostro obiettivo e diventare Campioni del Mondo nel Match Race.
Cerco di non pensarci troppo, e capisco che la quarta partenza dovrà essere la copia della terza, con la sola differenza che ci troveremo ad entrare sulla linea da BLU quindi da sinistra.
Il pre-start mette sotto stress tutti perchè, a causa della rotazione destra del vento, ci troviamo lontani dalla linea di almeno 250 metri.
Nonostante ciò continuiamo a cacciare Boulden (solitamente abituato ad essere lui il "cacciatore") fino agli ultimi 10 secondi dove ci fermiamo in dial-up, accanto al comitato ma con noi posizionati sottovento a bloccare ogni sua possibile mossa.
Lui riesce comunque a virare ma per noi la manovra è più semplice e riusciamo a partire prima.
Decido di virare nonostante fossimo in marcatura dell'avversario perchè sono sicuro al 100% che ci sia più vento sulla destra.
Chiamo la virata e, a sorpresa di tutti, ce ne andiamo.
In boa abbiamo 30 metri di vantaggio e per gli australiani è difficile recuperarci anche se, nell'ultima poppa, il vento li aiuta molto e regala a tutti un bel fotofinish dove la nostra prua è la prima a tagliare il traguardo!
Vinciamo la finale per 3-1 sull'Australia!
La rivincita è servita.


Non c'è molto da aggiungere, tutto ha funzionato alla perfezione ed è stato grazie a tutto il lavoro fatto PRIMA del mondiale, sacrificando tempo allo studio, agli amici e alla famiglia.
Ma la soddisfazione è tanta per tutti.

Abbiamo potuto contare sullo staff tecnico del nostro circolo per gli allenamenti, per avere sempre pronte le barche, i gommoni ecc...
Tutto parte dalle basi e l'impegno poi se tutto va bene i risultati arrivano, sempre.

Grazie a tutti quelli che ci hanno seguito e creduto in noi, prossimo appuntamento all'Europeo Open di Tallin (EST).


mercoledì 16 maggio 2018

Regatare tra i migliori per crescere, Argo Group Gold Cup 2018, Bermuda

Fin da quando abbiamo iniziato a fare match race, abbiamo sempre sognato di regatare contro i più forti e famosi velisti di questa specialità.
L'occasione si è presentata a noi quando, a gennaio, abbiamo ottenuto l'invito per la 68° Argo Group Gold Cup che assegna al vincitore la famosa coppa d'oro del Re Edoardo VII.

La regata non si presenta certo semplice, innanzitutto si svolge alle Bermuda, paradiso naturale ma con un'umidità molto elevata, il grado dei match si appresta ad essere il massimo: 1

Le barche utilizzate sono gli IOD, barche di 10 metri a chiglia lunga del 1936, molto pesanti ma ben invelate.

Il livello come ho già detto è alto, noi siamo consapevoli che la settimana la passeremo ad imparare e speriamo di riuscirci a togliere qualche soddisfazione..

Practice Day
Il primo approccio alle barche, già solo guardandole dalla banchina è traumatico, il layout di coperta di ciascuna barca è diversa: ci sono barche con gli strozzatori del carrello randa avanti e alcune che ce l'hanno indietro; lo stesso per quanto riguarda il backstay. C'è addirittura una barca che non ha i winch del circuito spi...

Scendiamo in acqua pensando di lavorare principalmente sulle manovre, pensando che quelle saranno il vero problema ma ci sbagliamo di grosso.
Proprio mentre stiamo uscendo dal porto a vela, chiamo una virata vicino ad un molo in cemento per provare subito un po' di controllo. Ci stavamo per schiantare e spaccare tutto... La barca è sorda e non sente il timone, servono 2/3 secondi per far si che la manovra inizi veramente, dopodiché l'abbrivio che acquisisce non si esaurisce mai, neanche quando rimetto il timone al centro.
Dopo lo spavento iniziale iniziamo a lavorare sulle issate e le ammainate che alla fine, con un po' di pratica, non sono neanche difficili nonostante il layout di coperta sia un po' "differente".

Quando stiamo per rientrare ci ferma un team americano per chiederci di fare qualche prova di partenza e subito accettiamo.
Il risultato è deprimente, io non ho il controllo della barca e ogni mia manovra viene eseguita in ritardo dalla barca, questo ci porta ad essere sempre in ritardo sull'avversario.

Day 1
Siamo al briefing delle 9, ci sono tutti. Io sono sotto pressione perchè ieri non sono riuscito ad avere il controllo della barca e non ce l'ho neanche adesso, devo trovare un modo per difendermi dagli attacchi avversari in partenza nonostante non riesca a spostarmi sulla linea come sono abituato a fare.
Per fortuna Andrea mi calma e mi ricorda che anche gli avversari più forti hanno due gambe e una sola testa.

La giornata inizia col Round Robin, dove però non riusciamo a dare il meglio di noi a causa di una mancata interpretazione del campo di regata: il vento viene da sud e siamo costretti a bordeggiare nel verso perpendicolare del canale di fronte al Royal Bermuda Yacht Club. Le partenze non sono poi cosi essenziali visto che i numerosi salti di vento mescolano le carte più e più volte.
Il percorso prevede 3 giri e noi perdiamo 3 match proprio all'ultimo incrocio dell'ultima bolina. Un po' di fortuna non avrebbe fatto male per risolvere una giornata con cosi tante sconfitte..
Verso la fine della giornata inizio a prendere le misure e infatti, all'ultimo match, partiamo bene e controlliamo l'avversario, come siamo abituati a fare, e vinciamo il nostro primo incontro.

Day 2
Oggi il programma prevede di finire il Round Robin e di iniziare il girone dei ripescaggi dai quali vengono esclusi i migliori 4 del primo Round. Ovviamente non lottiamo per le prime quattro posizioni ma siamo consapevoli di dover andare ai ripescaggi anche nel caso riuscissimo a vincere tutti i match.
Finiamo quindi il nostro Round Robin considerandolo un allenamento e portando a casa un'altra vittoria.

Alle 15 rientriamo in porto per procedere con l'estrazione per le barche dei ripescaggi. In questo secondo round il livello è più basso ma sono presenti comunque velisti forti come Mirsky e McGregor. Solo 4 passano ai quarti di finale per affrontare i migliori 4 già qualificati.

Il nostro primo match delle "regate che contano" è contro il polacco che conosciamo bene.
Gli diamo penalità per una 11 in partenza e poi gli stiamo attaccati fino al traguardo dove prova a scontare il suo fallo senza successo.

Iniziamo quindi alla grande il nuovo girone ma ci aspetta ancora un match per dichiarare finita la lunga giornata iniziata alle 9, la McGregor (2 titoli mondiali match e un'Olimpiade).
Mi rendo conto di essere migliorato molto nel controllo, specialmente quando ci troviamo a darci fastidio nel prestart vicino alla banchina in cemento.
Vinciamo la partenza sulla destra e prendiamo il controllo netto del match. La regata è lunga e ci aspettano 3 boline e 3 poppe, siamo anche ostacolati dal gate di poppa che offre all'avversario una via di fuga facile quando sta dietro ad ogni giro di poppa.
Alla seconda boa di poppa giriamo avanti e le ragazze ci seguono per poi virare dopo 50 metri. Noi ovviamente marchiamo ma questo non è sufficiente perchè finiamo in layline grazie ad un salto di vento di 30° e loro navigano, anche se sotto vento, con un buono ancora maggiore del nostro, fino a sorpassarci.
Concludiamo la giornata con l'amaro in bocca e come sempre appesi ad un filo.

Day 3
Ultimo giorno dei ripescaggi, potrebbe essere il giorno più corto della settimana perchè dalle 14 è prevista la regata degli sponsor.
A noi servono matematicamente 3 vittorie, o meglio 4, per entrare ai quarti di finale.
Partiamo con 1-1 quindi c'è da lavorare sodo.
I primi due match li perdiamo a causa di una mia disattenzione in partenza: con l'abbrivio che prendono queste barche, si rischia di essere esclusi dalla linea di partenza, tramite un dial-up, anche quando si è a centro linea a 30 metri dalla linea. Questo fatto rende più forte chi caccia, cosa in realtà opposta quando si regata con barche più moderne.

Gli ultimi due match sono la chiave per i quarti e noi siamo nella tipica "must win situation".
Il primo Match è contro Lalumiere, non un fenomeno del match race ma un ottimo velista e primo attualmente nel round robin dei ripescaggi.
Lo battiamo in partenza e non lo molliamo neanche per un secondo eccetto per un incrocio, dove non ci conviene virare due volte consecutive ma questo ci fa perdere momentaneamente la leadership. Lo sorpassiamo all'ultima bolina grazie ad una migliore tattica e agli spazi in cui ci ha lasciato navigare liberi.
Il primo passo è fatto ora tocca al noto Gilmour. Non se la stava passando bene a livello di punteggio ma a bordo con lui c'era il famoso Swinton. Non si può mai sapere..
Partiamo in barca e lui in boa, lo controlliamo, perdiamo strada ad ogni incrocio ma rimaniamo tra lui e la boa e questo ci è sufficiente a tagliare, dopo una poppa da cardiopalma, avanti a lui di pochi metri.

Ci siamo, i numeri sono buoni, speriamo solo che grazie agli scontri diretti riusciremo ad entrare ai quarti!

Day4
Alla conferenza stampa di ieri siamo stati scelti come sfidanti per i quarti dal migliore, Taylor Canfield.
I ragazzi sono carichi, anche se sono stati svegliati alle 6 dai bambini della loro famiglia che li ospita.
Non capita spesso, per noi, di incontrare un avversario cosi forte ed esperto come Taylor, per di più è come se giocasse in casa avendo vinto già una volta la Gold Cup.

La nostra mentalità come ho dichiarato alla conferenza rimane la stessa di questi giorni "Siamo venuti qui per imparare e lo continueremo a fare, specialmente contro Canfield. Ma non siamo stressati, faremo del nostro meglio per andare avanti"

Il mio feeling con la barca è migliorato tanto, e soprattutto la comunicazione a bordo ora fa la differenza visto che su ogni raffica la mia poggiata di timone è inutile e devo essere seguito da un ottimo trim delle vele per andare dritto quando il vento cambia.

Nella prima partenza contro Canfield partiamo rollandolo sopravvento in partenza, ma la sua puntualità sulla linea fa si che lui riesca a rimanere a contatto fino a che, dopo 5/6 incroci, prende il controllo del match. Nella poppa proviamo ad attaccarlo ma prendiamo una penalità.

Nel secondo match riusciamo a vincere la destra del campo ma non siamo abbastanza veloci nei momenti chiave della bolina e questo ci costa la seconda regata.

Il terzo e ultimo match ci vede con le spalle al muro ma spesso, è proprio la situazione in cui siamo più efficaci a quanto pare. Partiamo meglio di lui, sopravvento e alti, riusciamo a tenerlo fino alla bolina e dopodichè inizia il duello. Teniamo anche in poppa ma abbiamo una penalità pendente.
Appena possibile la scontiamo ma Taylor, anche da sottovento, non ci lascia spazio.
All'arrivo siamo costretti a fare un blocco sul comitato ma questo ci costa la regata in quanto non ho previsto bene il raggio di rotazione degli IOD e Canfield, semplicemente facendo qualche finta e aspettando, è riuscito ad infilarsi rimediando una bandiera verde e a vincere anche il terzo match.

Complimenti veramente a lui che ha vinto anche la finale sullo svedese Berntsson.
Da Canfield abbiamo imparato tanto, ci sono molti piccoli aspetti del match race che noi sottovalutavamo ma che invece lui, come gli altri velisti di primo livello, considerano sempre.
Noi abbiamo fatto bene a focalizzarci prima sulle cose basilari ma da adesso, è giusto fare il passo che ci porterà, con duro lavoro, ai piani alti.
Sappiamo su cosa allenarci e cosa c'è da migliorare ma siamo sulla strada giusta, è questo lo dimostrano i complimenti di Taylor e Berntsson, che sono i velisti che più stimiamo perchè li abbiamo visti sempre su you-tube nei match dell'Alpari Match Tour. Lo dimostra anche il Jordy Walker Trophy, assegnato al team che è migliorato di più durante la stagione.


Siamo quindi soddisfatti della trasferta e torniamo in Italia con un bel bagaglio che ci servirà sicuramente per il Lago di Ledro dove andremo a regatare a giugno.

Le Bermuda sono delle isole fantastiche ma ancora di più lo sono le persone che ci abitano come hanno dimostrato i nostri "hosts" ospitandoci per una settimana in casa loro offrendoci tutti i comfort  nelle loro possibilità.
Grazie soprattutto al nostro nuovo sponsor NutriXant che ci ha agevolato la trasferta e ha fatto il tifo per noi!















mercoledì 2 maggio 2018

Si entra nel vivo della stagione, argento al Szczecin Match Race Grade2 per il CNVA Sailing Team

Dopo gli allenamenti invernali e il grado3 di Scarlino eccoci ad affrontare i migliori equipaggi d'Europa al Szczecin Match Race in Polonia.
L'evento è diventato grado 2 grazie alla partecipazioni di team forti posizionati alti in ranking list mondiale.
Noi siamo entrati da favoriti essendo settimi in ranking, e questo ci ha tenuto maggiormente sotto pressione rispetto agli altri.


Day 1
Il format è quello classico,ormai lo conosciamo, Round Robin - Quarti di finali - Semifinali e Finali.
Il vincitore del Round Robin salta i quarti e si qualifica direttamente alle semifinali, bel vantaggio visti i ritmi di regate sostenuti.

Iniziamo i nostri match contro due equipaggi polacchi, bravi ma non eccezionali, la pressione è alta perchè bisogna vincere da subito.
Le prime partenze non sono brillanti ma riusciamo ad essere veloci e a mantenere sangue freddo anche quando non siamo in testa.
Nell'ultima poppa contro Harasimowicz prendiamo una penalità ma un nostro blocco fatto all'arrivo ci permette di avere la meglio e iniziare a smarcare le prime vittorie.

Dopo aver rotto il ghiaccio, anche Andrea a bordo è ancora una novità per noi quindi ci vuole tempo per l'affiatamento giusto, riprendiamo i nostri match vincendo fin da subito anche le partenze.

La giornata si chiude con 7 vittorie e 0 sconfitte, siamo gli unici a non essere stati mai battuti.



Day 2
Questo è un giorno critico per noi perchè Andrea, a causa di un impegno, deve partire, a bordo lo sostituisce Lorenzo Arcangeli, nuova leva giovane che si è allenata con noi durante l'inverno.
Iniziamo subito contro il croato e successivamente contro l'olandese.
Quest'ultimo è Juniores come noi, sarà quindi un avversario che incontreremo anche nelle future regate. Batterlo non sarebbe male per stabilire da subito chi è il più esperto.
Fortunatamente, nonostante le numerose proteste, gli arbitri non penalizzano nessuno in particolare e ci lasciano proseguire la regata da noi dominata fin dalla partenza. E vinciamo.

Non mancano certo momenti in cui le barche sono molto vicine tra loro, lo spettacolo è assicurato.
Con grande soddisfazione vinciamo il Round Robin nonostante un piccolo inconveniente con lo svizzero che ci fa perdere un match. (10-1)

A fine giornata siamo tutti soddisfatti per il lavoro svolto, abbiamo manovrato bene nonostante le condizioni di vento teso e non abbiamo dato cenni di cedimento dovuti al cambio di equipaggio.

Degno di nota è la vittoria su Zbroja, il polacco locale. Si presenta all'evento come numero 8 in ranking. E' il nostro più diretto avversario.
Inutile dire che stiamo passando tutti giorni a studiarci a vicenda, in vista delle fasi finali.



Day 3
La giornata si appresta ad essere ventosa, più di ieri. Le barche vengono fatte uscire già con i terzaroli montati per iniziare più velocemente i quarti di finale. Noi ci limitiamo ad osservare da terra.

Finiti i quarti, i vincitori sono Zbroja, l'olandese e un altro polacco, Jablkowski.
Scegliamo come nostro sfidante per le semifinali quest'ultimo, e stranamente l'organizzazione ci comunica che le semifinali si svolgeranno al meglio delle 5 prove (passa alle finali il team che vince per primo 3 match) nonostante fossero già le 12.00 e il tempo limite per l'ultima prova era fissato alle 16.00.

In 3 match riusciamo a mettere KO il nostro avversario nonostante le regate siano state delle vere e proprie sportellate con tanto di contatti e penalità. Non ci resta che aspettare il vincitore dell'altro incontro per capire chi ci sfiderà in finale.

Dopo una combattuta semifinale la spunta il locale Zbroja, emerge ovviamente la sua più approfondita conoscenza della barca e del campo di regata molto difficile da interpretare con tutte quelle raffiche. Lo aspettavamo.

Sono le 14:50 e il comitato decide di iniziare le finali al meglio delle 3 (vince chi arriva per primo a due vittorie).
Tra una cosa e l'altra iniziamo a regatare alle 15.00 e iniziamo bene dando penalità all'avversario a seguito della sua perdita di controllo durante il dual-up.
Partiamo veloci e liberi, e giriamo la prima bolina attaccati alla poppa dell'avversario ma, durante il giro di boa, dopo una strambata, si strappa il ponticello del carrello randa su cui era fissato il bozzello della scotta.
Il risultato è che navighiamo tutta la seconda bolina con la randa in diretta con raffiche sui 23/25 nodi.
Ovviamente perdiamo metri e questo permette al nostro avversario di scontare la sua penalità durante la bolina. Giriamo l'ultima boa ancora vicini e ci dirigiamo verso l'arrivo. Per poco non riusciamo a ingaggiarci da sotto vento ma l'ultima strambata viene male a causa della mancanza della scotta randa, difficile da cazzare in poppa con quel vento...!
Perdiamo quindi il primo match di pochi metri.

Non ci penso due volte a chiedere il cambio barca, per lasciare quel danno a Zbroja, ma il tempo che  il tecnico ha impiegato per riparare la barca ha fatto si che non fosse più possibile partire per la seconda regata perchè oramai avevamo già passato il tempo limite delle 16.00.



Dunque perdiamo il primo match delle finali a causa di un danno grave alla barca, e di conseguenza perdiamo la leadership dell'evento che abbiamo mantenuto per tutti e tre i giorni perchè l'organizzazione ha dato più tempo alle semifinali che alle finali.
Decretare un vincitore con una sola prova disputata, in eventi come questi, è veramente assurdo.

Durante tutto il viaggio di ritorno ho pensato a chi dare la colpa di quanto accaduto.
Ovviamente l'organizzazione ha gestito in maniera poco intelligente i tempi, di fatto aiutando molto il proprio atleta locale, ma il mio giudizio a fine evento rimane invariato: abbiamo gestito la regata in maniera matura, curando ogni match senza mai sottovalutare nessun avversario e questo ci ha portato a vincere quasi tutti i match.
Zbroja è stato fortunato e sicuramente le capacità tecniche di uno sportivo non devono essere misurate su un singolo evento ma su un periodo ben esteso dove si possa notare la costanza e la determinazione.
Cosa che a noi non è mancata in questi mesi di preparazione e di inizio stagione.

Sabato siamo alle Bermuda per la Argo Group Gold Cup, cercheremo di dare il meglio ma soprattutto di imparare dai migliori e sviluppare qualche nuova tecnica!










lunedì 23 ottobre 2017

CNVA Match Race Grade 2, è bronzo per il CNVA Sailing Team

Il Circolo Nautico e della Vela Argentario ha organizzato su nostra richiesta il CNVA Match Race Grade 2, un evento internazionale di alto livello che ha visto la partecipazione dell'estone Matii Sepp 3° in Ranking Mondiale, e del francese Maxime Mesnil, Campione Europeo in carica e 8° in Ranking.

Il livello degli altri partecipanti non era da meno, con l'arrivo del danese Jacobsen, anche lui reduce dal Mondiale a Los Angeles, dell'austriaco Trippolt n° 15 in Ranking, e dell'australiano Smith ci siamo ritrovati a disputare un evento internazionale molto tecnico.
Noi, in veste di padroni di casa, sentivamo certamente una grande responsabilità addosso.
Ci tenevamo a difendere i colori del circolo e di ben figurare ad un evento cosi importante.
Potevamo contare sulla buona conoscenza delle imbarcazioni, i Comet 21, e sull'esperienza del campo di regata.


Training Day
Oggi ci alleniamo dalle 15:30 alle 17:30, fa strano vedere tutti i velisti che abbiamo incontrato in giro per il mondo tutti qui all'Argentario, al nostro circolo, usare le nostre barche.
La pressione è alta.
Per la prima volta ci accorgiamo di essere veramente osservati da tutti, chiunque incrociamo durante l'allenamento in acqua si mette a provare la velocità con noi. Stranamente nessuno fa tanta pratica sulle manovre, è una cosa inusuale prima di un match race. In pratica ci alleniamo in gruppo facendo lunghe boline e lunghe poppe. Divertente e utile per noi ma anche un po'strano, forse ci stavano osservando veramente...

Day 1
Avendo a disposizione 6 barche ma essendoci 12 team l'organizzazione decide di dividere i concorrenti in due gruppi e di farci incontrare immediatamente tutti gli skipper del nostro gruppo. Iniziano finalmente le regate alle ore 13.
Il primo è il big match, noi contro Sepp l'estone 3° in Ranking Mondiale.
Partiamo OCS e con una penalità, tutto sembra finito in partenza ma riusciamo ad essere veloci e a fare le scelte giuste durante la prima bolina, nella poppa anticipiamo la strambata e sorpassiamo l'avversario. Nella seconda bolina non resta che marcare l'avversario e distanziarlo il più possibile per avere spazio per completare la penalità. Facciamo il tutto poco prima della seconda boa di bolina e rimaniamo in testa fino all'arrivo, un gioco da ragazzi ma fatto contro il più forte avversario mai incontrato per noi, siamo davvero contenti e soddisfatti.

Successivamente affrontiamo il secondo estone, poi l'austriaco e i due italiani in gara.
Vinciamo tutte le regate grazie ad un'ottima velocità ma grazie anche a delle ottime partenze mantenendo sempre sotto controllo l'avversario.
Chiudiamo quindi la giornata vincendo nel nostro girone e siamo l'unico equipaggio ad avere il 100% delle vittorie in 5 regate disputate.



Day 2
Oggi continua il Round Robin, vengono mescolati i due gruppi, il primo match della giornata ci vede sfidare il campione europeo in carica, i francesi di Mesnil.
E' essenziale vincere il match per guadagnare il vantaggio dello scontro diretto contro uno dei favoriti a vincere l'evento.
Partiamo sopravvento ma molto vicini, loro, sotto, fanno fatica a passare la boa di partenza, ne approfittiamo virando e guadagnando la destra, vantaggio che ci portiamo avanti per tutte le virate e gli incroci fatti in bolina.
Manteniamo il controllo senza mai mollare, una brutta ammainata da parte loro fa finire il match a nostro vantaggio.
I match successivi ci vedono sempre molto veloci e rapidi dopo lo start, riusciamo quindi a mettere sempre la prua avanti e a mantenere la posizione eccetto contro gli australiani di Smith.
Dopo aver infatti vinto la partenza, un calo di vento ci rallenta non agevolando il passaggio della stecca superiore del fiocco se non mollando drizza, un lavoro che ci costa caro ogni virata.
L'ultimo match della giornata ci vede contro l'austriaco Trippolt, lo mandiamo OCS alla partenza e il match finisce senza troppe complicazioni.
Siamo felici di aver vinto il round robin con una percentuale di vittorie del 90%, il secondo è l'estone, terzo il francese e quarto l'austriaco che incontreremo domani in semifinale.

Day 3
Tutti sanno che fa bene al morale vincere il Round Robin ma di per sé vale solo come qualificazione alla fase delle semifinali. Oggi è il giorno più importante, in cui si decideranno le posizioni finali.
Contro di noi c'è l'austriaco, già battuto, siamo fiduciosi, basterà fare il nostro dovere.
All'ingresso prendiamo subito il controllo tenendolo sempre a sinistra, non ha spazio per manovrare e mancano solo pochi secondi allo start. Purtroppo proprio in quei secondi riesce a scappare a causa di una nostra manovra venuta male e partiamo pari. Nella bolina è più veloce a causa forse del suo peso notevolmente superiore e decisivo con i 15 nodi che soffiano da sud-ovest.
La prima regata la perdiamo e il morale è a terra.
Nella seconda partenza siamo di nuovo i protagonisti ma mai sufficientemente efficaci da annientare l'avversario, gli lasciamo sempre il suo spazio per partire. Giriamo avanti i primi due lati ma la seconda bolina veniamo rallentati dall'altro match che era in corso e per di più il gommone umpire ci passa vicino in un momento essenziale, che ci vedeva già in difficoltà visto il poco peso.
Il risultato è che perdiamo anche il secondo match e la notizia più brutta è che andiamo ad affrontare in Petit Final l'estone.
Il morale è basso e si vede, manovre appena sufficienti, velocità mediocre, poca originalità in partenza. La conseguenza è che perdiamo il primo match.
Siamo al Match Point, vicini a concludere una giornata a dir poco pessima.
Qualcosa scatta e la seconda partenza riusciamo a battere Sepp partendo un metro avanti e sopravvento, ci riprendiamo e non gli lasciamo neanche un metro di separazione, all'arrivo tagliamo un metro avanti. Col pugnale tra i denti ci prepariamo al match decisivo contro uno degli avversari più forti.
In partenza prendo la responsabilità (finalmente) di scegliere un lato, la destra. Partiamo pari e viriamo. Corriamo il più possibile fino a che mi sembra di aver trovato il momento giusto per rientrare, bella virata e chiudiamo in boa di bolina avanti di 20 metri sull'estone. Manteniamo il controllo e vinciamo la Petit Final!!


Abbiamo dimostrato di poter vincere ma forse ci è mancato ancora un po' di smalto per avere la meglio anche con le condizioni di vento che non ci avvantaggiano.
Il fatto veramente positivo di questa giornata, oltre ad aver battuto un forte avversario che non è da sottovalutare, è essere riusciti a vincere una finale nonostante un pessimo inizio di giornata. Fino ad ora ci era solo capitato il contrario e questo invece segna un bel cambio di marcia che ci porteremo dietro ricordandoci di quello di cui siamo capaci anche nei momenti difficili.

Devo ammettere che lo stress accumulato durante tutte le regate fino ad ora non ci sta aiutando, giovedì siamo a Crotone per la finale nazionale LIV.
All'orizzonte la prima pausa invernale nel primo weekend di novembre ;)

lunedì 7 agosto 2017

L'Italia torna ai vertici del Match Race mondiale con il CNVA Sailing Team!

Ed eccoci al finale di stagione, la regata che aspettiamo da più di un anno, il Campionato Mondiale giovanile in California.
Le aspettative sono alte ma anche la consapevolezza che questa sarà una trasferta difficile, dall'altra parte del globo su un campo anzi un Oceano sconosciuto.
Abbiamo avuto a disposizione due giorni per provare le barche e dove ci siamo potuti confrontare con i molti equipaggi che avevano già partecipato alla Governor’s Cup svolta due settimane prima.
Questi equipaggi avevano quindi già sperimentato e ben conoscevano le leggere condizioni di vento e l’onda formata dell’Oceano Pacifico.
Siamo comunque stati rapidi ad individuare le loro tecniche per rendere le nostre manovre ancora più rapide ed efficienti del solito. Ci siamo allenati molto anche sulle partenze visto che qui c’è sempre corrente, elemento non tanto sentito in Italia.

Arriviamo quindi alla cerimonia di apertura: sono presenti 12 Teams provenienti da 9 nazioni (ITA, AUS, NZL, FRA, USA, SUI, SWE, GBR, DEN), in pratica i 12 migliori equipaggi giovanili selezionati dalla Federazione Internazionale (World Sailing).




Day 1
Ci viene assegnata la barca numero 8, ed essendo disponibile una barca per ogni team, la barca sorteggiata la mattina rimarrà nostra per tutta la giornata.
Iniziamo i controlli tipici e Simone si butta a fare carena, alle 10:30 siamo pronti e usciamo al traino, ci aspettano 45 minuti prima di arrivare sul campo di regata davanti a Newport Beach.
Ad attenderci ci sono 5/6 nodi da ovest con onda corta e ripida, a questa si aggiungono i numerosi motoscafi che passano vicino al campo di regata per osservare incuriositi e poi proseguire per la crociera.
Che dire, nonostante le condizioni difficili e la tensione del primo giorno riusciamo semplicemente a dominare con molta freddezza tutti i match girando ogni boa davanti. Merito delle belle partenze “in velocità” giusta tattica e manovre semplici ed impeccabili.
Siamo anche i più pesanti tra i regatanti perché abbiamo scelto di regatare in 4 ma questo non sembra rallentarci. Chiudiamo la prima giornata con 5 vittorie su 5, insieme all'australiano Price (numero 6 in ranking mondiale) e al neozelandese Anyon (favorito della Governor’s cup).


Day 2
Siamo carichi, sembra che tutto stia andando per il verso giusto ma questa mattina non è umida e nuvolosa come le altre. Anzi, fa già caldo e questo non promette bene.
Estraggo la barca numero 5 e ci prepariamo per tutta la routine che prevede check della barca, pulizia carena, ecc…
Quando arriviamo sul campo di regata realizziamo che la situazione è semplicemente drammatica, 2.8 nodi, onda come al solito ripida accompagnata da onde lunghe a periodi di 10 metri.
Il comitato posiziona il campo e pospone le regate per un paio di ore fino a che una leggera brezza dà loro una speranza, quando in realtà era evidente che le barche non riuscissero ancora a navigare bene.
Perdiamo il primo match contro i francesi e perdiamo anche il secondo match contro gli inglesi a causa della seconda bolina dove siamo stati costretti, da un’altra barca coinvolta in un altro match, a passare la layline e regalare metri preziosi al nostro avversario.
Purtroppo siamo stati presi alla sprovvista anche se in fondo c'era da aspettarselo, in un percorso corto come quello del match race, con 12 barche che regatano in 6 match differenti ma sullo stesso campo, nulla è scontato.
Un po’ sfortunati e un po’disattenti siamo costretti a cedere la leadership a AUS e NZL che invece anche oggi sono stati impeccabili. Manteniamo comunque la terza posizione assoluta.


Day 3
Nella testa ho una domanda che mi continuo a ripetere: riusciremo a riprenderci dopo la batosta di ieri oppure la giornata precedente ci condizionerà tutto il campionato?
Estraggo la barca numero 8 e siamo contenti, la stessa che nel primo giorno ci ha fatto vincere tutti i match.
Arrivati sul campo di regata si nota subito che la giornata sarebbe stata lunga, dovevamo finire il primo round robin e iniziare il secondo. Il vento è come al solito leggero, sotto gli 8 nodi, l’onda è fastidiosa come sempre e la corrente è tanta, ci spinge contro il pin in partenza.
Iniziamo subito la giornata con il sorriso battendo le svedesi dopo una magnifica partenza ma ci aspettano i due match più importanti, contro Anyon e Price. Li perdiamo entrambi ma per poco, a causa del poco controllo di bolina e delle loro ottime scelte tattiche.
Verso le 16 si alza un bel vento sui 10 nodi che ci permette di finire il Round Robin battendo il danese e iniziando alla grande il secondo Round.


Day 4
L’ostacolo più grande lo abbiamo superato, ci siamo ripresi dopo una giornata pessima, ora siamo quarti a pari punti col terzo che è l’americano Hobbs, battuto all'andata ma con il quale abbiamo perso al ritorno.
L’obiettivo è sicuramente quello di rimanere nella top 4 e qualificarsi per le semifinali, dobbiamo guardarci le spalle dagli altri americani di Welsh e dagli inglesi che ci hanno battuto all’andata.
Il vento questa mattina è ottimo, ci sono 8/9 nodi, tanta corrente e caldo afoso.
Vinciamo i primi due match e ci apprestiamo a riaffrontare i due big Anyon e Price.
Questa volta però mi sento bene, so di essere già qualificato per la semifinale e non ho niente da perdere, sono sereno e felice di regatare per mettermi alla prova. I ragazzi sono con me, siamo tutti più allegri e rilassati.
E come per magia battiamo sia Anyon che Price, semplicemente mantenendo sangue freddo in partenza, senza prendere troppi rischi e marcando l'avversario strettissimo appena passavamo il primo incrocio.
Prestazione fantastica quella di oggi che ci fa tornare il morale alle stelle e ci rende temibili agli occhi dell’australiano che sembrava non avere rivali a questo mondiale.




Day 5
Come previsto, alla conferenza stampa, Price sceglie come suo sfidante per le semifinali l’americano Hobbs, lasciando a noi il neozelandese Anyon.
Questo sinceramente mi rallegra, non perché temessi Price ma per il fatto che ho capito di essere temuto da lui. Siamo entrati infatti come quarti e quindi, sulla carta, potevamo essere noi i più facili da battere.

Fa strano presentarsi la mattina allo yacht club e vedere tutti gli altri partecipanti non cambiati e rilassati. Ci siamo solo noi 4 team semifinalisti. Prepariamo le barche e usciamo.

Intorno alla linea di partenza è pieno di barche spettatori, sembra quasi di essere in Coppa America. La linea di partenza, a guardarla dalla boa di bolina, quasi quasi è difficile da individuare da quante barche ci sono sullo sfondo.
Iniziamo la nostra semifinale rilassati, mentre dall’altra parte Price batte USA per 3-0 per noi non è così facile battere Anyon ma grazie alla tattica quasi sempre perfetta e ad un controllo dell’avversario ostinato riusciamo ad avere la meglio sul 3-1.
Siamo contentissimi, quasi esultiamo come se avessimo vinto il mondiale. Ci iniziamo a credere davvero, adesso la meta è più vicina che mai.



Iniziano i match contro il favorito del mondiale, la prima regata la vince lui a causa di una mia scelta sbagliata del gate di poppa che ci fa perdere il vantaggio da noi acquisito fino a quel momento. Quando taglia l’arrivo l’australiano si sente un boato proveniente dai sui fan sulle numerose barche appoggio.
Ci mettiamo di impegno e nelle due regate successive siamo semplicemente sereni, tranquilli, e di conseguenza, PERFETTI. Strano a dirsi ma c’era l’atmosfera giusta, belle partenze, barca sempre sui numeri giusti e manovre ottime. Niente da dire, non è servito neanche mai protestare abbiamo semplicemente dominato le due regate meglio di lui.
L’atmosfera cambia, siamo sul match point per noi.
Dalla barche degli spettatori non si sente più neanche un suono, sono tutti sorpresi e abbattuti.
Noi siamo pronti a sferrare l’ultimo colpo ma proprio in partenza c’è un incidente in boa dove noi, barca sottovento, tocchiamo la boa e la barca di Price sopravento. La risposta dei giudici? Penalizzare solo noi, la barca sottovento.
Un po’giù di morale siamo costretti a cedere la regata del 2-2 solo perché abbiamo dato in mano agli umpires la regata, che nell'indecisone hanno favorito l'australiano. 
Price ritorna di buon umore e nell'ultima regata riesce a partire meglio di noi sfruttando maggiormente la corrente.


Siamo contenti del secondo posto ad un campionato del mondo, svoltosi in acque difficili e dove tutti tifavano per gli australiani, ma se penso che sarebbe bastato davvero poco per battere l’idolo locale e tornare a casa con una medaglia d’oro, un po’ sono amareggiato.

Non è la prima volta che basterebbe poco per fare la differenza, l’importante è che prima o poi si arrivi all'obiettivo, di sicuro c’è ancora della strada da fare ma siamo sul binario giusto.

Tra due settimane saremo in Polonia per il Campionato Europeo giovanile dove entreremo da favoriti.

Stay Tuned!




Mondiale F18 2013

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Italiano Marsala 2010

Squadra completa

Squadra completa

Barca del Mondiale

Barca del Mondiale

Campo di regata Niteroi

Campo di regata Niteroi
Si vedono gli optimist, bello difficile no?!

Italiano a Reggio Calabria

Italiano a Reggio Calabria

Italiano RC

Italiano RC

Come si divertono....

Come si divertono....